
Dopo la positiva esperienza della visita a Villa della Porta Bozzolo, non mi sono fatta mancare un’ulteriore tappa di quello che si profila essere un interessantissimo viaggio attraverso i beni FAI della zona. Con due amiche mi sono recata presso Villa Panza, a Varese, interessata a conoscere le meravigliose opere di arte contemporanea custodite al suo interno. La villa Settecentesca, coronata al suo esterno da un giardino all’italiana, ospita una collezione d’arte del XX secolo voluta, a partire dagli anni ’50, dal conte Giuseppe Panza.
La giornata uggiosa, purtroppo, non ci ha consentito di godere a pieno del bellissimo giardino. Molto suggestive sono le opere di Land Art dislocate in diversi punti dello stesso, e meritevole è la vista della città che si gode dalla sommità del colle di Biumo, dove fu costruita la villa.
All’interno, come prima cosa, abbiamo visitato l’esposizione temporanea di Sean Scully, artista di origini dublinesi attualmente in vita, intitolata “Long Light”. Ciò che in assoluto mi ha maggiormente colpita è il dialogo esistente fra le opere di arte contemporanea, che esprimono una tensione irrisolta verso un equilibrio fra linee, colore, luce e geometrie, e l’architettura classica della villa, dall’aspetto maestoso ed aggraziato.
In seguito, non avendo potuto ammirare la famosa finestra di James Turrell, opera assai conosciuta della collezione perenne della villa, ci siamo recate a visitare le stanze di Dan Flavin. L’artista statunitense (1933-1996), giocando con il neon e la luce di Wood, propone ambienti estranianti, in cui ci si immerge totalmente divenendo parte di un’atmosfera quasi surreale.
Anche questa volta la collezione FAI non mi ha delusa. Sicuramente le proposte sono molte, e senza dubbio possono, in modo semplice e raggiungibile, soddisfare quel desiderio di bellezza e conoscenza che anima la nostra quotidianità.
Chiara
