Il monastero di Torba e il parco archeologico di Castelseprio

sdrPer continuare il nostro tour attraverso i numerosissimi beni FAI della zona di Varese, è giunto il momento di scoprire il sito del monastero di Torba, a Gornate Olona, parte di un’area archeologica che comprende anche il parco di Castelseprio, che dista pochi minuti di automobile.

Ho deciso di visitare questi luoghi in un tiepido pomeriggio autunnale. Il giro dell’area del monastero è durato poco più di un’oretta: trattandosi di un bene FAI è possibile avvalersi della visita guidata inclusa nel prezzo, che risulta sempre particolarmente interessante. Anche il tour del parco archeologico di Castelseprio ha richiesto poco tempo: mi è parso ugualmente suggestivo, sebbene più complesso da contestualizzare per l’assenza di una ricostruzione storica fornita da un accompagnatore esperto.

Il primo nucleo del monastero di Torba sorse a scopo difensivo nel V secolo d.C., ad opera dei Romani, e passò poi nelle mani dei Longobardi. In questo lungo periodo di pace esso acquisì funzione civile e, nell’VIII secolo d.C., anche religiosa, grazie all’insediamento di  alcune monache benedettine. Vennero edificati, dunque, il monastero vero e proprio e la chiesa, che sono tuttora visibili. La chiesa, esternamente, mostra una tessitura muraria molto variegata e suggestiva, e all’interno offre una cripta ed i ritrovamenti di alcune tombe. Il monastero presenta un portico con grandi archi, dove le monache accoglievano un tempo pellegrini e viaggiatori. La torre ad esso collegata aveva in epoca romana funzione di avvistamento: fu poi riconvertita, al primo piano, in sepolcreto e, al secondo piano, in oratorio. E’ proprio qui che si possono ammirare alcuni affreschi, fra cui la raffigurazione delle famose otto monache in preghiera.

cof

Al primo piano è stato installato un proiettore che consente di prendere visione di un filmato molto ben fatto sulla storia di Torba e Castelseprio: davvero molto interessante! Il monastero perse lo status religioso nel 1799, sotto Napoleone; rimasero presso il sito alcune famiglie contadine sino al 1971 e, sei anni dopo, venne acquistato per essere finalmente donato al FAI.

Dopo un giro lungo la cinta muraria e una breve esplorazione del parco, era giunto il momento di spostarsi a Castelseprio.

Lasciando l’auto nel primo parcheggio a disposizione, è possibile fare una passeggiata lungo la strada nel bosco, fino a giungere al sito archeologico. Qui sono numerosi i resti di diversi edifici, sia a carattere militare, che civile, che religioso. Il visitatore è supportato, nell’individuazione degli stessi, da alcuni cartelloni esplicativi, disposti in varie aree del parco. Certamente l’edificio che mi ha maggiormente colpita è la grande basilica, che conserva chiaramente i resti delle tre navate.

sdr

L’area in cui si conservano questi resti è detta castrum: le mura originarie, però, comprendevano tutta la zona dell’antico Sibrium, compreso il monastero di Torba. Molte sono ancora le ricerche archeologiche da svolgersi per scoprire altri dettagli sulla storia di questo sito molto suggestivo.

Ciò che più mi ha affascinata di questo luogo è l’atmosfera sospesa e fuori dal tempo: il silenzio, come una coltre, avvolge queste pietre, capaci di raccontare ancora oggi le vicende di una civiltà non dimenticata.

Chiara

2 pensieri riguardo “Il monastero di Torba e il parco archeologico di Castelseprio

Lascia un commento