Il ponte tibetano “Carasc”, lungo ben 270 metri e situato sui colli sopra la città di Bellinzona (presso la frazione di Monte Carasso), è un’attrazione cui vale la pena dedicare una gita fuoriporta. Personalmente, mi sono recata in questo luogo due volte, entrambe durante il periodo estivo, munendomi di pranzo al sacco e di ottima compagnia.
Partendo dalla frazione di Monte Carasso è possibile intraprendere l’itinerario a piedi verso Curzutt e poi fino al ponte: la passeggiata è in salita e dura un paio d’ore a passo moderato. In alternativa, è possibile fruire dalla funivia, che conduce anche fino a Mornera, da cui si aprono alcuni sentieri che giungono sino ai rifugi Capanna Albagno (1867 m) e Capanna Gariss (1422 m).
Svolgendo il percorso a piedi, si giunge a Curzutt, un nucleo abitativo con costruzioni in sasso, orti e terrazzamenti, restaurato negli ultimi anni dalla Fondazione Curzútt-San Barnárd, la stessa che ha voluto la costruzione del ponte tibetano. Il villaggio risale a diversi secoli fa, periodo in cui la popolazione di Bellinzona abitava in collina, sia perché il fiume Ticino straripava frequentemente, sia perché erano frequenti le scorribande degli eserciti che si contendevano la città, importante via d’accesso alle Alpi.

A 15 minuti da Curzutt si trova la bellissima chiesa di San Bernardo. Ho avuto la fortuna di godere in entrambe le occasioni dell’accompagnamento di una guida turistica, che ha saputo raccontare accuratamente la storia dell’edificio e degli affreschi risalenti al XIV e XV secolo, fra i quali spicca L’ultima cena.
Proseguendo poi lungo il sentiero si giunge finalmente al ponte tibetano: attraversarlo è molto emozionante e, a mio parere, meno ansiogeno di quanto si possa immaginare. Nonostante ci vogliano alcuni minuti per percorrerlo, le oscillazioni dello stesso sono quasi impercettibili; certo, se ci si sporge a guardare nel vuoto la sensazione di smarrimento è inevitabile, per quanto sia accompagnata da un’ inspiegabile e piacevole percezione di leggerezza.

Superato il ponte, è possibile intraprendere il sentiero che scende dall’altra parte della valle, giungere alla chiesa di San Defendente e da lì terminare il percorso presso la frazione di Sementina, che si trova accanto a quella di Monte Carasso da cui si è aperto l’itinerario.
Sperando che l’idea per questa gita fuoriporta vi sia piaciuta, aggiungo un suggerimento in chiusura: a soli 30 minuti da Monte Carasso si trova la Valle Verzasca, stupendo angolo di natura ricco di fiumi, cascate e laghetti, nella quale è possibile trovare luoghi perfetti per ristorarsi dopo la lunga camminata.
Chiara





