Villa del Balbianello sul Lago di Como

Ho avuto la fortuna di visitare la meravigliosa Villa del Balbianello in una mattina di fine luglio: per godere a pieno del luogo è necessario infatti, a mio parere, dedicarvi almeno una mezza giornata. Il programma di questa gita fuoriporta, in realtà, sarebbe dovuto essere ben più ampio: infatti, era stata prevista nel pomeriggio una visita al vicino paese di Ossuccio, con un eventuale imbarco per raggiungere la piccola e suggestiva isola Comacina; il cielo, però, purtroppo, si è caricato verso l’ora di pranzo di nuvole temporalesche, ed è stato impossibile concludere il giro. Questo suggerimento vale per chi desidera visitare sia la villa che i dintorni, per investire al massimo nel viaggio (che partendo da Varese dura poco più di un’ora) e godere di una giornata indimenticabile.

La Villa del Balbianello è di proprietà del FAI, che ne garantisce la tutela e la valorizzazione: i giardini sono curatissimi e la Villa è visitabile tramite tour guidati, elargiti in lingua sia italiana che inglese. Il biglietto è facilmente prenotabile dal sito: ci sono sconti per gli studenti ed è anche possibile scegliere se prenotare solamente l’ingresso nella parte esterna o anche la visita degli interni (personalmente mi sento di consigliare l’esperienza completa).

Dopo aver percorso la passeggiata che dal parcheggio conduce alla Villa, sono stata accolta da un giardino molto diverso da quello che mi aspettavo: non vi è infatti un unico parco, bensì molte e diverse zone, a terrazzo, collegate da sentieri e scalette, che mano a mano digradano verso il lago. Ciò favorisce la presenza di numerosissimi scorci dai quali ammirare la natura e scattare fotografie. La vegetazione è costituita da platani, glicini, edera e cespugli in fiore, ed è possibile raggiungere diverse balconate decorate con statue che affacciano sullo specchio d’acqua.

Dal momento che la Villa e il giardino sono collocati su una penisola, il lago li circonda su tre lati. Questo aspetto si nota soprattutto visitando gli interni, accorgendosi che le finestre, nonostante muti l’orientamento, danno sempre sul lago. Anche la struttura degli edifici è piuttosto particolare. All’entrata c’è una prima loggia, detta Segré; al centro del parco vi è la famosa Loggia Durini (quella da cui tutti scattano le foto da postare sui social, per capirsi), e sul promontorio c’è la Villa, con una struttura a U, che si sviluppa su più livelli.

La visita guidata degli interni è stata veramente interessante: la guida, molto competente, ha accompagnato i turisti attraverso la curiosa dimora di Guido Monzino, ultimo proprietario della Villa (morto nel 1988, mentre la struttura risale alla fine del Settecento), che fu un imprenditore, collezionista e viaggiatore, noto per le sue spedizioni al Polo Nord e sull’Everest. Oltre ai preziosi arredamenti delle stanze, a rendere il luogo unico nel suo genere sono anche i dettagli misteriosi, come il passaggio segreto che collega la Biblioteca della Loggia Durini alla Villa, e le peculiarità, come il suggestivo “museo di viaggio” presente nel sottotetto.

La Biblioteca è ricca di volumi a tema “viaggio”. Purtroppo molti libri non sono neppure consultabili, perché sono molto antichi e rischierebbero di rovinarsi.
In questa stanza, Guido Monzino ha curato personalmente l’allestimento delle vetrine, che contengono reperti antichi e rarissimi (alcuni della civiltà africana e azteca), che fanno gola a diversi musei.
Nel museo privato sono esposte le attrezzature di viaggio usate durante le spedizioni, insieme a cimeli, fotografie e ricordi.

La Villa del Balbianello è un luogo suggestivo, capace di conciliare il fascino misterioso dell’interno e la freschezza luminosa dell’esterno: pare quasi di rimanere sospesi fra le atmosfere nobiliari settecentesche, testimoniate dagli edifici ornati e severi, e l’ambiente del turismo lacustre del giorno d’oggi, incarnato dai bagnanti che, dalle loro barche, si fermano ad ammirare la Villa.

Chiara

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