Tre giorni a Padova

Padova è quel genere di città famosa giusto per un paio di cosucce ma non abbastanza popolare da suscitare l’interesse di non più di qualche pellegrino attratto dalla celebre Basilica del Santo (così viene chiamato, per antonomasia, Sant’Antonio dai padovani). Ciò, a mio parere, è un vero peccato, perché questa città è veramente un piccolo gioiello, godibile anche solo in un weekend lungo ben organizzato. Oltretutto, volendo, può anche essere interessante organizzare in pochi giorni una vacanzina a Padova e Venezia, dal momento che le due città distano non più di una mezz’ora di treno; basti pensare che gli studenti fuorisede a Padova spesso si recano a Venezia anche solo per far serata.

Sì, ho parlato di studenti universitari non a caso perché, a mio parere, uno dei punti di forza di Padova è proprio il fatto che si tratta di una città giovane, che pullula di ragazzi e ragazze, spritz a buon prezzo, serate organizzate, bar e negozi a misura di giovani e adolescenti.

L’Università di Padova, infatti, attrae molti studenti: oltre ad essere la seconda più antica in Italia (e la quinta nel mondo!), famosa per il suo dipartimento di Psicologia e per molte altre facoltà, è anche distribuita su più sedi, che si trovano in diversi quartieri della città, la quale, proprio per questo motivo, risulta interamente permeata da uno spirito giovane, fresco, curioso, che ne abita ogni angolo, ogni strada, ogni piazza.

Fatta questa premessa, voglio elencare sette luoghi imprescindibili da visitare a Padova in pochi giorni:

1. Il palazzo del Bo

Comincio da questo edificio, che per altro è l’unico che non sono riuscita a visitare nella sua interezza, per quanto mi sia stato caldamente consigliato, proprio perché è la sede storica, in centro città, dell’Università degli studi di Padova dal 1493. Dall’esterno è possibile vedere i due cortili, uno più antico e uno di fattura fascista, e l’imponente scala affrescata che conduce al Rettore.

2. Il Prato della Valle

E’ la piazza più nota della città e, come dimensioni, è la seconda più vasta al mondo. A mio parere, la dimensione così ingente non si nota facilmente a colpo d’occhio, anche perché la struttura è divisa in un area verde centrale, circondata da un canale e da alcune statue, viali e ponticelli, e la parte esterna è spesso occupata dalle bancarelle del mercato. In ogni caso, si tratta di una zona carina, molto viva, e non esattamente situata nel centro storico: questo consente alle auto di parcheggiare qui vicino e di partire proprio dal Prato della Valle per la visita della città. Vicino alla piazza c’è la Chiesa di Santa Giustina, in cui è conservato il corpo dell’evangelista San Luca.

3. Le piazze delle Erbe e della Frutta

La piazza delle Erbe e la piazza della Frutta devono il loro nome ai prodotti che venivano venduti qui dai mercanti. Tutt’ora si svolge qui il mercato, ma senza più distinzione effettiva fra erbe, frutta, ortaggi e qualsivoglia altro articolo in vendita, compresi abiti e oggetti artigianali. Le due piazze sono collegate e speculari, divise da un palazzo chiamato Della Ragione. Sono piazze molto vive, in cui è bello passeggiare o fermarsi nei bar all’esterno per far merenda o aperitivo.

4. Il Palazzo della Ragione

Il biglietto d’ingresso per il Palazzo della Ragione costa solo 2 euro per gli studenti universitari: vista questa opportunità, a mio parere vale la pena visitarlo. In realtà, il nome “Palazzo” indica essenzialmente una grande sala affrescata, antica sede dei tribunali cittadini di Padova, oggi usata per mostre, eventi e incontri culturali. Per facilitare la visita, ci sono agli angoli della stanza alcuni totem interattivi, che illustrano il significato degli affreschi e di alcuni oggetti peculiari, fra cui un grande cavallo ligneo e la cosiddetta “pietra del Vituperio”, su cui i debitori insolventi erano costretti a battere per tre volte le natiche, dopo essersi calati i pantaloni.

5. La Basilica del Santo

Recandomi alla Basilica di Sant’Antonio, sono rimasta colpita dal gran numero di pellegrini in visita a questo luogo: nonostante si trattasse di un giorno qualunque, sembrava interminabile la coda di persone che attendevano il loro turno per passare accanto alla tomba del Santo e affidargli un’intercessione. La facciata e la piazza sono molto suggestive, così come gli interni, che danno un’idea contemporaneamente di imponenza e raccoglimento. All’esterno è molto rilassante passeggiare fra i chiostri, lasciandosi affascinare dalle vedute della Basilica attraverso scorci inaspettati.

6. La Cappella degli Scrovegni

Non bastano le parole per descrivere la meraviglia che si prova nel momento in cui, entrati nella celebre cappella affrescata da Giotto, per quanto preparati dal video introduttivo proposto prima dell’ingresso e da anni di studio di Storia dell’Arte a scuola, si resta basiti, con lo sguardo attratto verso l’alto.

Giotto per primo ha saputo rappresentare in pittura i moti dell’animo, rifiutando di riprodurre figure statiche e volti ieratici; ha creato tramite immagini un racconto biblico perfetto in ogni sua parte, che può essere letto sia in orizzontale che in verticale; ha utilizzato un simbolismo assai meditato, che può essere compreso solo dall’occhio di colui che guarda veramente in profondità i dettagli, peraltro curati dal pittore in maniera quasi commovente, anche negli angoli più remoti in cui lo sguardo dell’osservatore difficilmente avrebbe potuto spingersi.

7. L’orto botanico

Da ultimo, l’orto botanico di Padova, secondo me, è un luogo che vale davvero la pena di visitare. Pur non essendo esperta di piante, erbe, fiori, frutta e habitat naturali, ho apprezzato vivamente le sensazioni che questo luogo mi ha saputo trasmettere. La parte più antica, eretta nel 1545 per la coltivazione di erbe medicinali, conserva ancora oggi un’aura quasi sospesa nel tempo: le piante, con i loro cartellini dai nomi improbabili, si stagliano vetuste e maestose. Fra queste, in particolare, sono stata colpita da famosa “Palma di San Pietro”, la specie più antica dell’orto, che fu addirittura decantata da Goethe alla fine del Settecento. La parte più nuova dell’orto botanico, invece, è detta “Il giardino della biodiversità”: si tratta di una serie di ampie serre che ospitano 1300 diverse varietà di piante e fiori, simulando le condizioni climatiche di differenti biomi del pianeta. Entrando in questo luogo sembra di compiere un vero e proprio viaggio attraverso il pianeta Terra, alla scoperta di specie particolari e inaspettate.

Sperando che questo articolo vi abbia incuriositi, vi invito nuovamente a visitare la città di Padova: piccola ma molto viva, ricca di storia ma alla portata dei giovani, è un gioiello che vale la pena di vedere almeno una volta (ma anche di più!) nella vita.

Chiara

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