Joaquin Sorolla: la mostra a Palazzo Reale

Fino al 26 giugno 2022 si può visitare a Milano, al Palazzo Reale, un’interessantissima mostra su Joaquin Sorolla, pittore valenciano vissuto a cavallo fra l’Ottocento e il Novecento.

Sono andata a questa esposizione scevra da qualsiasi preconcetto: non conoscevo l’artista né le sue opere, e mi accingevo a scoprirlo guidata da un’amica che aveva sentito pareri molto positivi sulla mostra.

Il biglietto per la visita, che costa 12 euro per i giovani con meno di 26 anni e per gli iscritti al FAI, comprende anche l’ausilio dell’audioguida che, volendo, è fruibile sul proprio telefono dopo aver scaricato un’app. Ascoltare le spiegazioni sulla vita e sulle opere dell’artista è imprescindibile per una visita completa e consapevole, anche se molti dei quadri sono comunque dotati di una descrizione che ne illustra la tecnica e i soggetti. Se si desidera osservare con calma ogni opera, ascoltare tutte le tracce dell’audioguida e soffermarsi in una delle sale a guardare gran parte del documentario proposto, il percorso dura circa un’ora e mezza.

Sebbene poco conosciuto in Italia, Sorolla fu uno dei pittori spagnoli più prolifici e più apprezzati, anche all’estero. La sua tecnica riprende lo stile impressionistico, con pennellate decise, veloci e corpose e colori molto brillanti. I soggetti più amati dall’artista sono la famiglia, in particolare la moglie Clotilde e la figlia Maria, i bambini e il mare. La mostra, poi, dedica un’intera sala ai dipinti raffiguranti il giardino, luogo dove il poeta amava ristorarsi, alle opere sulle grandi città americane, dove fu ospitato intorno al 1910 e ai “tipi”, ritratti folklorici di gente spagnola vestita con costumi locali.

Ritratto di Maria convalescente (1907)
In questo quadro, la figlia Maria ha 17 anni e sta vivendo un lungo periodo di malattia dovuto alla tubercolosi. Colpisce l’espressione della ragazza, con occhi spenti che guardano nel vuoto, mentre è avvolta da una coperta.
Maria nei giardini de La Granja (1907)
María sulla spiaggia di Biarritz o Controluce (1906)
Istantanea, Biarritz (1906)
La moglie Clotilde, elegantemente vestita di bianco, è seduta sulla spiaggia e tiene tra le mani una macchina fotografica Kodak.
Tipi di Largatera (1912)
La Siesta (1911)

Ciò che mi ha più colpito di questo autore è la capacità che ha dimostrato nel non lasciarsi influenzare dalle avanguardie pittoriche del Novecento, perseguendo la sua vocazione pittorica nelle forme che più lo rispecchiavano. Questo forse ne ha valso una minor fama internazionale a posteriori, ma ha significato sicuramente una forte aderenza ad uno stile fortemente personale.

Ritorno dalla pesca (1904)

I quadri che mi sono piaciuti di più sono quelli in cui era rappresentato il mare, in particolare “Spiaggia di Valencia al mattino” (1908) per le sensazioni sinestetiche che è stato capace di trasmettermi. Mi è parso quasi, infatti, di vedere l’acqua brillare, di sentire l’odore della salsedine, di udire le grida dei bambini e di percepire sulle gambe gli schizzi delle onde.

Spiaggia di Valencia al mattino (1908)

Altri due quadri che ho molto amato sono “La veste rosa” (1916), giudicato dal pittore uno dei suoi migliori, e “Cucendo la vela” (1896), per il modo magistrale nel quale sono stati resi i movimenti dei tessuti e il filtrare della luce attraverso le porte della cabina sulla spiaggia, nel primo caso, e attraverso le fronde delle piante, nel secondo caso.

La veste rosa (1916)
Cucendo al vela (1896)

In generale, posso dire di aver apprezzato moltissimo la mostra: curata attentamente in ogni suo dettaglio, è stata capace di mettere in luce i passaggi fondamentali della vita del pittore, di sottolinearne i tratti peculiari, e di conferire ad ogni opera uno spazio di merito.

Autoritratto (1900)

Sperando che questo articolo possa aver suscitato curiosità, vi auguro di poter visitare al più presto questa bellissima esposizione!

Chiara

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