Quasi nemici è un film francese del 2017, il cui titolo originale (Le Brio) nulla ha a che fare con l’infelice traduzione italiana, che lo fa sembrare una brutta copia del più famoso Quasi amici. Si tratta di una commedia piuttosto leggera, ma non per questo banale o sgradevole: è il film perfetto per godersi una serata tranquilla, senza pensieri. Io l’ho visto su RaiPlay (ora, però, non è più disponibile), ma si trova anche su Amazon Prime Video.
Quasi nemici racconta del rapporto fra Neila, una studentessa universitaria parigina, matricola di giurisprudenza, e un suo professore, Pierre Mazard. Quest’ultimo si presenta come un uomo colto, sicuramente capace di tenere lezioni profondamente coinvolgenti, ma soprattutto come un iperconservatore mal tollerato da molti studenti, colleghi e superiori. Questa sua dualità si incontra e scontra con il carattere deciso di Neila che, pur essendo di origini straniere e vivendo nelle banlieu, riesce coraggiosamente a conciliare il legame con le sue origini con il desiderio di riscatto che le offre l’università. Dapprima presa di mira, anche con imbarazzanti commenti razzisti e classisti, da Pierre Mazard, Neila si trova poi a diventare il suo “pupillo”: preparata con numerose lezioni private al famoso concorso di retorica, riesce a trovare la strada della realizzazione anche attraverso il legame di fiducia con il suo professore. Altri ostacoli non tardano ad arrivare, ma per fortuna la storia finisce positivamente, e in modo anche piuttosto inaspettato.
Di questo film ho apprezzato molto il modo fresco e brillante con cui vengono toccati temi come il riscatto personale, il pregiudizio e l’incontro fra generazioni. Oltretutto, mi è piaciuto molto imparare, come Neila, alcuni trucchetti di eloquenza desunti dai più grandi maestri di retorica (classica e non) e rendermi conto che la maestria nel parlare non è solamente una dote innata ma un talento che può essere coltivato con studio ed esercizio.
Soprattutto, il finale non mi ha delusa: l’incontro fra Neila e Pierre, due persone in apparenza completamente opposte e senza nulla da comunicare l’una con l’altra, riesce nel tempo a generare una relazione solida e a gettare il seme di una carriera brillante per la ragazza, le cui capacità vengono gradualmente messe a frutto. E’ commovente il monologo di Neila alla fine del film, nel quale allo stesso tempo il suo professore viene incolpato e scagionato per il suo essere un uomo tanto individualista e tradizionalista quanto appassionato e determinato.
Senza troppe pretese, godetevi se volete questo film: semplice, breve ma sicuramente ben fatto. Non ve ne pentirete!
Chiara
