“Cose spiegate bene. A proposito di libri”

A proposito di libri è il primo volume, uscito a giugno 2021, di Cose spiegate bene, un progetto di collaborazione fra la rivista online Il Post e la casa editrice Iperborea. Al momento le uscite della “rivista di carta” del Post sono sei: ogni numero è dedicato a un argomento, e mira a raccontarne le più disparate sfaccettature (nonché gli aspetti che, erroneamente, si potrebbero dare per scontati) attraverso articoli, immagini e infografiche impaginati in maniera davvero accattivante.

A proposito di libri era decisamente il titolo più interessante per me, bibliofila sin dalla tenera età, e ho scelto di leggerlo per avvicinarmi a questo progetto giornalistico-letterario che ha raccolto moltissime opinioni positive, riservandomi in futuro di approfondire qualcun altro degli argomenti toccati nelle successive uscite (questioni di genere, giustizia, droga, la Terra, il mondo del teatro).

Nonostante questo sia un libro di taglio saggistico, la lettura è davvero scorrevole. L’impaginazione e la freschezza grafica lo rendono adatto a tutti e gli articoli, essendo piuttosto brevi e circoscritti, non risultano affatto pesanti. Oltretutto, si può scegliere di leggere solo ciò che si ritiene più interessante, e lasciar perdere altri approfondimenti meno degni di nota, senza il timore di perdersi: in questo, il volume funziona proprio come una rivista.

Io, in realtà, non ho potuto far altro che leggerlo tutto: la curiosità era troppa. Come si fa, effettivamente, a resistere di fronte all’approfondimento sui loghi delle case editrici, sui furti nelle librerie, sui font dei libri (spoiler: quasi tutti sono in Garamond!) e sui mestieri dell’editoria?

Non mancano oltretutto articoli che raccontano la storia della carta, le fasi della produzione di un libro, la genesi delle copertine (un tempo non esistevano!), il ruolo dei ghostwriters, la moda degli audiolibri, le strade percorribili per aprire una libreria.

Le parti per me più interessanti sono quelle in cui ho potuto conoscere qualche curiosità su autori, libri o case editrici. Sapete, ad esempio, che Il nome della rosa doveva intitolarsi Delitti all’abbazia? O che Nicola Lagioia non può far altro che scrivere in Times New Roman corpo 14? O che Sellerio è una delle poche case editrici familiari che ancora oggi produce con carta di estrema qualità?

Leggendo questo libro, ho avuto l’impressione che ogni tema fosse trattato con un livello di approfondimento perfetto per chi, non lavorando nel settore ma coltivando numerose curiosità, desidera sapere di più sull’argomento, trovando risposte interessanti a interrogativi non banali. Al termine del volume sono elencate le fonti: in alcuni casi si tratta di report dal mondo dell’editoria, in altri casi delle testimonianze dirette di chi ci lavora.

Insomma, il bilancio è più che positivo: questo libro sui libri è, oltre che esteticamente appagante, davvero interessante e accessibile a tutti. Lo consiglio caldamente.

Chiara

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