
Dopo essere stata una settimana a San Martino di Castrozza, comune dell’alta valle del Primiero in provincia di Trento, situato proprio sotto il massiccio dolomitico delle Pale di San Martino, mi sembra d’obbligo condividere i sei itinerari di trekking che ho percorso con le amiche che mi hanno accompagnata in questa vacanza.
Prima di cominciare, però, faccio una premessa necessaria: l’appartamento dove abbiamo alloggiato (mansardato, con un balcone vista montagne, presso la struttura Villa Sport, vicinissima al centro), così come la località di San Martino, si sono rivelati luoghi perfetti e accoglienti, ideali per trascorrere una settimana in montagna in compagnia. Il paese (a 1487 m) è piccolo ma molto vivo, pieno di negozietti e di locali, ed è ben collegato, anche con i mezzi, ai punti di partenza delle camminate.
Dividerei gli itinerari che abbiamo percorso in due gruppi: camminate semplici, fattibili anche in mezza giornata, e camminate più impegnative, o perché più lunghe o perché situate su terreni di difficile percorrenza.
GITE SEMPLICI
Giro delle malghe in Val Venegia
Lasciando la macchina al parcheggio situato poco prima della malga Venegia, abbiamo percorso un giro ad anello che ci ha condotto, attraverso i pascoli verdeggianti della Val Venegia, con una splendida vista sulle Pale di San Martino, prima alla Malga Venegiota e poi alla Malga Juribello, dove abbiamo pranzato e preso il sole per poi tornare al punto di partenza.



Baita Segantini da Passo Rolle
Lasciando la macchina al passo Rolle (15 minuti in auto sopra San Martino di Castrozza), abbiamo intrapreso il sentiero che segnalava 1 ora alla baita Segantini. Impiegando meno tempo del previsto, abbiamo raggiunto uno dei luoghi più suggestivi da cui ammirare l’imponenza delle Pale di San Martino. Uniche note negative: le acque torbide del lago antistante la baita (dal quale, viste le foto su Internet, sembrava invece si potessero ammirare le montagne sorprendentemente specchiate) e l’assenza del servizio ristorazione. Per pranzare, quindi, siamo scese al rifugio Capanna Cervino, poco sotto sempre lungo il percorso, e ci siamo gustate canederli e strudel.



Malga Scanaiol dal Lago di Calaita
Raggiungere in macchina il Lago di Calaita (1620 m) da San Martino non è molto comodo (ci vogliono circa 50 minuti di auto: conviene arrivarci in 3 ore a piedi lungo il sentiero che passa da Malga Crel), ma ne vale decisamente la pena. Da lì, passeggiando attraverso i pascoli, con una stupenda vista sulle Pale, siamo arrivate in una mezz’ora alla forcella Calaita, dalla quale abbiamo raggiunto, in circa 45 minuti, la Malga Scanaiol (purtroppo ad oggi in disuso). Volendo, da lì, si può anche arrivare alla forcella Scanaiol (2098 m), che offre un panorama ancor più mozzafiato, ma noi abbiamo preferito tornare indietro per goderci un ottimo pranzo al Ristorante Miralago.


Rifugio Treviso Canali
La Val Canali si imbocca da Fiera di Primiero, sotto San Martino, per cui è necessario muoversi un po’ in auto. Lasciando la macchina alla Malga Canali (o anche, poco prima, all’albergo ristorante Cant del Gal), si arriva al Rifugio Treviso Canali in circa un’ora lungo il sentiero 707. Al ritorno è possibile seguire un altro sentiero, meno conosciuto, che si imbocca superato il rifugio in direzione della ferrata del Canalone (che, a un certo punto, abbiamo lasciato alla nostra sinistra). Ritornate alla malga, abbiamo mangiato yogurt e torta di mele fatti in casa e ci siamo rilassate sui prati nei quali pascolavano e scorrazzavano mucche, galline, cavalli e caprette.



GITE IMPEGNATIVE
Laghi di Colbricon e cime della Cavallazza
Partendo a piedi dal paese di San Martino, in direzione della Malga Ces, abbiamo intrapreso il sentiero verso i laghi di Colbricon (1909 m). Purtroppo la giornata non era particolarmente soleggiata, altrimenti avremmo goduto di uno stupendo panorama. Dai laghi, poi, siamo salite verso la Cavallazza, cima che si vedeva benissimo dall’ingresso del nostro appartamento e dalla quale, quindi, abbiamo potuto ammirare chiaramente (quando lo spostamento delle nuvole ce lo consentiva) San Martino dall’alto. La Cavallazza conta un lago e due cime, separate da una forcella: su una si trova una croce, sull’altra sono rimasti resti e trincee della Grande Guerra. Per tornare indietro abbiamo fatto un percorso diverso: siamo passate da Passo Rolle, siamo scese dalla cima della Tognazza e, tornate finalmente a Malga Ces, abbiamo gustato un buonissimo gelato con panna e frutti di bosco caldi.
L’itinerario non è particolarmente difficile (solo in un piccolo tratto, salendo dai laghi verso la Cavallazza, ho trovato utile l’uso dei bastoncini da trekking), ma per la lunghezza (quasi 17 km) si presta ad essere percorso in una giornata dedicata.


Bivacco Fiamme Gialle
Prendendo da San Martino i due impianti di risalita che consentono di arrivare al Rifugio Rosetta (2581 m) sulle Pale di San Martino, è possibile intraprendere vari percorsi su terreno roccioso. Uno fra i più impegnativi è quello che in 3 ore conduce alla cima Vezzana (3192 m), la più alta delle Pale di San Martino. Noi abbiamo deciso di fermarci prima, al Bivacco Fiamme Gialle, situato a 3005 m sotto la cima del Cimon della Pala, che è oltretutto il punto di arrivo di una delle vie ferrate più belle della zona: la Bolver Lugli. Il sentiero si dipana sulla roccia, con un piccolo tratto sulla neve: alcune parti prevedono l’ausilio di appigli per arrampicarsi (ma non serve attrezzatura), mentre molte altre risultano decisamente più fattibili con l’uso di bastoni da trekking, che aiutano ad avere presa dove il terreno sassoso è scivoloso. La presenza di molte parti esposte richiede fermezza, e non è particolarmente adatta a chi soffre di vertigini. Si tratta di un percorso molto affascinante e avventuroso, complesso non tanto per la fatica fisica richiesta, quanto più per il tipo di terreno e di esposizione.



Sperando di avervi incuriosito, vi consiglio caldamente un soggiorno a San Martino di Castrozza, fra trekking, relax e buon cibo. Fatemi sapere se qualcuno di voi c’è già stato!
Chiara
