Wonka

Fonte dell’immagine: https://www.wonkaspettacoli.it/

Da grande fan della Fabbrica di cioccolato (storia che, sia nel libro di Roald Dahl sia nel film con Johnny Depp, uscito quando avevo otto anni e mi immergevo per la prima volta nel mondo di Willy Wonka, mi ha sempre affascinata) e da persona che – come molte altre, dopotutto – subisce il fascino della giovane promessa hollywoodiana Timothée Chalamet, non potevo che fare in modo di organizzarmi, fra feste natalizie e viaggi in programma per l’ultimo dell’anno, per andare al cinema a vedere Wonka.

Wonka è un film musicale che, come si evince dal titolo, racconta la storia dell’eccentrico illusionista e cioccolatiere, fondatore dell’omonima fabbrica di cioccolato, provando a spiegarne le origini. La vicenda comincia con l’arrivo del giovane Willy Wonka in una grande città (di cui non viene detto il nome) con il sogno di aprire un negozio di cioccolato nella prestigiosa Gallerie Gourmet: il ragazzo porta con sé il ricordo della madre – anch’ella amante del cioccolato e capace di produrne semplici ma deliziose creazioni – e la promessa a lei fatta di realizzare il suo desiderio e di poterla così rivedere. Gli ostacoli non tardano ad arrivare, ma è grazie a uno sgangherato ma efficace gruppo di amici che Willy riuscirà a realizzare (anche se in modo un po’ di verso da ciò che si aspettava) il suo sogno.

Qualcuno ha definito questo film noioso perché decisamente troppo prevedibile. Sulla seconda osservazione sono d’accordo: la trama è piuttosto semplice e scontata, tanto che questo aspetto, insieme ad altri, lo rende un film molto adatto ai bambini. Non ho trovato, però, che fosse noioso: l’avvicendarsi di scene recitate e scene cantate, molto dinamiche e colorate, a tratti buffe (decisamente iconico il balletto di Hugh Grant nei panni dell’Umpa Lumpa), ha reso la visione nel complesso gradevole.

Ciò che rende il film forse poco accattivante per chi ha amato il Willy Wonka di Johnny Depp è la piattezza del Willy Wonka di Chalamet. Se il primo ha decisamente fatto la storia per i suoi tratti strampalati ai limiti della follia, ed è un personaggio buono ma talmente caotico da risultare ambiguo, il secondo è essenzialmente un adorabile naif, pronto a farsi abbindolare pur di non dire bugie e di far del male a nessuno, dolce, simpatico e buono con tutti. C’è sicuramente una scelta registica e di sceneggiatura dietro all’elaborazione di questo personaggio, ma ammetto in prima persona di non esserne rimasta piacevolmente colpita.

Ciò che ho adorato del film è la nuova versione di Pure Imagination, famosissima canzone del film del 1971 Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato: Timothée Chalamet (come pure il suo doppiatore, Alex Polidori, che si è difeso decisamente bene) la interpreta in un modo che si rivela all’altezza delle aspettative.

Infine, mi è piaciuto immaginare di gustarmi i più vari e strampalati cioccolatini che appaiono nel film: dagli strepitosi volaciok ai meravigliosi dolcetti col latte di giraffa, per non parlare di tutte le leccornie del negozio Wonka, è impossibile non rimanere rapiti dalle espressioni appagate dei personaggi quando con un sonoro stak! mordono il loro delizioso cioccolato e lo gustano con soddisfazione.

Per concludere, consiglio questo film soprattutto ai bambini e alle famiglie, e a chi ha voglia di una film musicale leggero e decisamente gradevole.

Buona visione!

Chiara

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