Nell’ultimo anno ho scoperto il mondo degli audiolibri, che mi accompagnano durante la giornata mentre cucino, mi prendo cura di me, mi preparo per uscire, passeggio per strada o mi trovo sui mezzi pubblici. Amo molto leggere, e non credo che gli audiolibri possano sostituire il piacere di immergersi fra le pagine di un libro, facendo sostare lo sguardo su ciò che più cattura la nostra attenzione, eppure, ci sono momenti della quotidianità in cui le incombenze da sbrigare rendono impossibile la lettura pur senza esaurire il bisogno di godere di una bella storia. Ed ecco allora che vengono in aiuto gli audiolibri, che sono per me un’occasione di tornare indietro all’infanzia, quando mia mamma e mia nonna mi leggevano e rileggevano le pagine dei libri che più amavo, senza che io ne fossi mai sazia.
Senza bisogno di fare abbonamenti a Storytel o ad Audible, le più note piattaforme di Audiolibri e Podcast, che costano 9,99 euro al mese, è possibile fruire di questo servizio gratuitamente attraverso due mezzi che consiglio. Chiaramente, rispetto alle app a pagamento, le piattaforme gratuite offrono una selezione di titoli piuttosto limitata, per quanto valida. Quella che non manca, comunque, è l’ottima qualità audio e la bravura dei lettori, che non hanno nulla da invidiare a quelli di Storytel e Audible.
La prima è l’app Rai Play Sound. Offre gratuitamente (anche se, c’è da dire, con una tecnologia decisamente migliorabile, costellata di bug e pubblicità aggressive) poco più di duecento audiolibri suddivisi nelle categorie narrativa italiana, narrativa straniera, racconti e romanzi. Ci sono moltissimi grandi classici, ma anche opere di autori contemporanei noti e apprezzati. L’unica cosa a cui bisogna prestare attenzione è che l’audiolibro sia integrale: alcune letture infatti, dal momento che provengono dal programma radiofonico Rai Radio 3: Ad alta voce, presentano tagli e riadattamenti. Per questo, se l’intento è quello di ascoltare le opere complete, sarebbe meglio possedere anche la versione testuale per capire se c’è effettivamente corrispondenza; altrimenti, dal momento che si tratta comunque di valide riduzioni, si può lo stesso apprezzare la bellezza della storia e la qualità della lettura.
Io, ad esempio, ho ascoltato Una cosa divertente che non farò mai più di David Foster Wallace, in versione integrale. Nonostante si tratti di un’opera saggistica, ricca di note a piè di pagina (per quanto comunque piacevolissima per via del tono ironico e della genialità della voce dell’autore), ho trovato che la versione audiolibro le rendesse perfettamente giustizia.
La seconda proposta è il canale Youtube Ménéstrandise Audiolibri: purtroppo, l’ultimo contenuto pubblicato risale a due anni fa, ma per fortuna sul canale rimane fruibile un preziosissimo patrimonio di più di cento audiolibri letti dalla voce di Edoardo Camponeschi, che secondo me è davvero pazzesca.
Io ho ascoltato I promessi sposi, Il Maestro e Margherita e sto terminando Notre Dame de Paris: qui si trovano esclusivamente grandi classici, che comunque non è mai troppo tardi decidere di recuperare, specialmente in un modo accessibile e godibile come questo. In ogni caso, comunque, il mio consiglio rimane quello di avere anche la versione testuale di ciò che si ascolta: specialmente con Il Maestro e Margherita, mi è capitato spesso di dover tornare su alcune parti che sentivo il bisogno di comprendere e approfondire meglio: è risaputo, infatti, che la letteratura russa non è propriamente una passeggiata. Eppure, credo che difficilmente troverò romanzi che riusciranno a toccare livelli così elevati di perfezione stilistica e genialità (oltre che profondità) contenutistica. Notre Dame de Paris, invece, è decisamente più accessibile: la storia è nota e il ritmo narrativo lento, tipico di certa letteratura ottocentesca, non rende difficile la comprensione della trama; solo in qualche punto Hugo indugia a lungo sulle descrizioni o su alcuni dialoghi, ma nulla che un audiolibro non possa contribuire a tollerare. Da ultimo, ma non per importanza, ci sono I promessi sposi: dimenticando le eventuali coercizioni scolastiche, chiunque dovrebbe farsi il regalo di leggerlo (o ascoltarlo, come in questo caso), come un qualsiasi altro libro, senza pregiudizi. Non ci sarà – garantito – alcun tipo di pentimento.
Chiara
