Due posti sconosciuti da scoprire in Piazza di Spagna a Roma

In Piazza di Spagna a Roma ci sono due bellissime case museo, poco conosciute sia dai turisti sia dagli abitanti: si possono visitare in un tempo contenuto (un paio d’ore al massimo) e sono perfette per tutti coloro che credono di aver visto ormai tutto nella nostra Città Eterna. Uno è l’appartamento di Giorgio de Chirico, l’altro è la Keats-Shelley Memorial House, e si trovano a pochi passi l’uno dall’altro. Per visitare il primo, è necessario prenotare al sito https://fondazionedechirico.org/casa-museo/, ma si può tranquillamente pagare il biglietto (8 euro) sul posto; per la seconda non serve prenotazione e il biglietto costa 6 euro. La differenza, comunque, è che la visita alla casa di De Chirico è sempre guidata (il che, a mio parere, è un merito), mentre per la Keats-Shelley Memorial House credo sia necessario prenotare per avere una guida, e non so se questo comporti un aumento nel prezzo del biglietto.

Io ho potuto visitare entrambe le case un paio di settimane fa, in un venerdì pomeriggio in cui a Roma faceva molto caldo: devo dire che potermi godere un po’ di fresco, al chiuso, apprezzando le bellezze che questi luoghi nascondono è stata un’esperienza decisamente appagante.

La casa-museo di Giorgio de Chirico

Raggiungere l’appartamento di De Chirico, famosissimo pittore del Novecento e fondatore della Metafisica artistica, è a dir poco sorprendente: al n° 31 di Piazza di Spagna si suona il citofono come se si stesse entrando a casa di un amico, si prende l’ascensore fino all’ultimo piano e ci si trova davanti a un ingresso molto suggestivo. Qui, accolti dalla guida, si respira subito un’atmosfera autentica, un po’ come se fino a qualche momento prima il pittore e la moglie si fossero trovati in quelle stanze, nei cui spazi e alle cui pareti campeggia una quantità sorprendente di opere dell’artista.

La guida, molto competente, ha accompagnato il piccolo gruppo di visitatori attraverso le stanze, mostrando l’evoluzione della tecnica di De Chirico attraverso rimandi alle sue opere e tratteggiando abilmente l’indole di un personaggio che fu sicuramente un genio parecchio discusso.

Nella prima parte, si possono ammirare alcune opere degli anni ’40 e ’50, nelle quali De Chirico si dilettava a copiare lo stile di famosi artisti del passato; giunti in sala da pranzo, si trovano le “vite silenti” (nome con cui il pittore indicava le nature morte); in salotto, infine, si trovano le opere del periodo Neometafisico. Non mancano poi le sculture che richiamano, come anche molti soggetti pittorici dechirichiani, i miti classici. Salendo al piano superiore, si arriva agli ambienti più intimi, come la camera da letto del pittore, quella della moglie e, infine, l’atelier, un luogo che, per il modo in cui è stato conservato e ricostruito, lascia davvero senza parole: le tele, i pennelli, i libri d’arte, i soprammobili (alcuni davvero sui generis!) contribuiscono a creare un’atmosfera sospesa e suggestiva.

La Keats-Shelley Memorial House

La visita a questo luogo è stata secondo me meno interessante della precedente, proprio perché per l’assenza di una guida è stato difficile raccapezzarsi. In questo appartamento, situato al n°26 di Piazza di Spagna, morì nel 1821 il giovanissimo John Keats, nel suo letto, a causa della tubercolosi.

Nelle stanze della dimora si trova una ricca biblioteca dedicata al romanticismo, e alcuni pannelli ricordano la vita e le opere di Keats, Shelley e Lord Byron, tre dei più importanti poeti romantici inglesi, nonché alcuni aspetti storici sulla loro fortuna in Italia, specie nel periodo risorgimentale.

In alcune teche sono custoditi alcuni volumi della loro biblioteca personale, insieme a lettere, manoscritti, ritratti e reliquie di vario genere. Una porta finestra conduce poi su un terrazzino delizioso con una vista d’eccezione su Piazza di Spagna.

Chiara

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