Che animale sei? – Storia di una pennuta racconta la vita di un’anatra, di cui non conosciamo il nome ma solo il soprannome “Princi”, dal momento della sua nascita al suo lieto fine.
Princi nasce la notte della Vigilia di Natale da un uovo che, per colpa di una curva brusca, cade a terra e va a finire dentro a una pantofola di pelo. Schiudendosi lì dentro, tra le pieghe morbide, Princi pensa che quella pantofolina sia la sua mamma.
Da questa nascita rocambolesca parte tutto il percorso che la paperella dovrà svolgere nel corso della narrazione. Non avendo avuto nessuno che glielo potesse dire e non avendo avuto figure di riferimento con cui confrontarsi, Princi non sa chi è. Così inizialmente pensa di essere una pantofola; poi un castoro, quando incontra George, un castoro che vuole diventare filosofo e non ingegnere idrico e per questo viene deriso da tutti i suoi simili; infine un pipistrello, quando Pipi Strel la introduce nella sua famiglia di pipistrelli politici. Princi continua la sua vita così, da un incontro strampalato all’altro, ma – proprio grazie a tutte queste avventure – riuscirà alla fine sia a capire chi è, sia a trovare l’amore.

Che animale sei? è un libro a me molto caro: l’ho letto la prima volta alle medie e la seconda ora, a distanza di 15 anni. Entrambe le volte mi ha coinvolta, divertita e commossa. Come altre opere di Mastrocola, Che animale sei? utilizza uno stile e una narrazione semplice per raccontare di temi profondi e universali.
Pur restando una lettura perfetta per bambini e ragazzini – che ne possono cogliere la simpatia e le tante avventure che portano Princi a raggiungere il suo obiettivo – è un libro che può dire molto anche agli adulti, che però devono pagare le risate strappate con un vago e avvolgente senso di malinconia e dolceamaro.


Nel suo stile buffo, strampalato e profondo, Che animale sei? racconta in modo perfetto l’avventura della ricerca della propria identità. Non solo per Princi, ma anche di George – che ha capito di voler essere il primo castoro non dedito a lavori manuali – e di Pipi, il pipistrello grigio che non riesce a diventare nero come i suoi genitori e per questo si dispera, ma alla fine diventerà giallo.
Un aspetto che mi ha toccato molto è che questa avventura di scoperta di sé passa sempre nella relazione con l’altro. È proprio nei legami, nei confronti, nei dialoghi che Princi capisce man mano chi è e chi non è. Gli altri le pongono domande – a volte giuste e a volte sbagliate – le raccontano chi sono, le danno la possibilità di specchiarsi in un’alterità, senza la quale le sarebbe impossibile definire sé stessa.


Che animale sei? è un libro delicato e coraggioso, che in avvenimenti semplici ha la forza di guardare al nocciolo delle cose e del senso della vita, che non può che partire dalla consapevolezza di sé.
Giulia
