La Corsica è la meta perfetta per una vacanza low-cost anche ad agosto: offre sia mare sia montagna, non fa troppo caldo perché è piuttosto ventilata, è piena di campeggi che, specie se si dorme in tenda, non necessitano per forza di prenotazione, e si può girare sia in una settimana, sia in due, sia in tre, perché è piccola ma ha tantissimi luoghi meravigliosi e selvaggi da scoprire.
Ci sono stata dal 5 all’11 agosto di quest’anno con due amiche: abbiamo deciso di imbarcare l’auto sul traghetto che da Savona in sette ore ci ha condotte a Ile Rousse: una traversata notturna non così scomoda come pensavamo. Avere la nostra macchina a disposizione ci ha permesso di caricarla con tutto il necessario (tenda, materassini e sacchi a pelo, valigie, cibo e acqua) e di sentirci di più a nostro agio con gli spostamenti che in una settimana ci hanno permesso di girare praticamente tutta l’isola, soffermandoci maggiormente nella parte nord, ovest e sud con una capatina anche al centro, che meritava decisamente.
Ecco il giro che abbiamo fatto, alloggiando in tutto in quattro diversi campeggi (le prime due notti a Calvi, la terza a Porto, la quarta ad Ajaccio, la quinta e la sesta a Bonifacio):

Giorno 1: Calvi e Punta Revellata
Il primo giorno abbiamo deciso di visitare, di prima mattina, il paese di Calvi con la sua cittadella. Ci siamo poi spostate con l’auto fino al punto in cui cominciava il trekking intorno a Punta Revellata, una piccola penisola con un faro, poco distante da Calvi. Aiutandoci con l’app Komoot, abbiamo intrapreso il sentiero, siamo arrivate al faro e, camminando sulla via del ritorno, ci siamo fermate in una caletta a pranzare e a fare il bagno.

Giorno 2: Deserto delle Agriates
Il secondo giorno ci siamo spostate con l’auto più a nord, verso il Deserto delle Agriates, che non è davvero un deserto ma semplicemente una zona disabitata e selvaggia della Corsica (come molte altre che abbiamo potuto attraversare, in realtà), coperta di quella bassa vegetazione tipica dei luoghi aridi. La strada che abbiamo percorso in auto era davvero affascinante, ricca di scorci sorprendenti, e ci ha condotto verso la costa. Le spiagge più famose di questa zona (come la Saleccia) si raggiungono o in barca, o con jeep a noleggio o con lunghi trekking di diverse ore; noi abbiamo scelto di fare camminare per circa un’ora e di fermarci in una delle tante calette, comunque molto belle.


Giorno 3: Lago Nino
Il terzo giorno lo abbiamo dedicato alla montagna: spostandoci in una zona più interna, nel centro nord, abbiamo fatto una gita fino al Lago Nino, che si trova a 1743 m s.l.m. (le montagne più alte della Corsica arrivano fino a 2700 m di altitudine!). Il percorso, di circa sei ore di cammino per l’andata e il ritorno, era mediamente impegnativo e richiedeva attrezzatura adeguata (scarponcini da trekking consigliati!), ma il meraviglioso panorama alla fine valeva tutto lo sforzo. Meritava davvero anche il tragitto in auto: all’andata lungo una strada che si apriva in una specie di canyon, al ritorno in zone popolate di maiali, capre, asini, mucche e qualsiasi altro genere di animale che placidamente, muovendosi in gruppo, intralciava le auto; decisamente caratteristico.




Giorno 4: Porto e i Calanchi di Piana; tramonto sulle Isole Sanguinarie
Il quarto giorno ci siamo spostate a Porto: qui abbiamo fatto l’esperienza di un giro in barca ai Calanchi di Piana, formazioni rocciose modellate dall’acqua e dal vento, patrimonio dell’Unesco. Abbiamo potuto anche tuffarci e fare il bagno, dopo aver ammirato il paesaggio ed esserci addentrati in grotte affascinanti. Nel primo pomeriggio siamo poi partite alla volta di Ajaccio. Dopo esserci sistemate, abbiamo comprato una cena al sacco e ci siamo avviate verso un belvedere che ci ha permesso di ammirare le Isole Sanguinarie al tramonto, luogo dove siamo rimaste a godere di una bellissima stellata.



Giorno 5: Capo Pertusato
Il quinto giorno, spostandoci verso Bonifacio, ci siamo dirette a capo Pertusato, il punto più a sud della Corsica, da cui si vedeva benissimo la Sardegna con Capo Testa e anche le isole corse di Lavezzi e di Cavallo. Dopo aver percorso un sentiero abbastanza ripido ma non troppo lungo, siamo arrivate alla Plage de Saint-Antoine, dove abbiamo fatto il bagno circondate da tantissimi pesci che stavano vicinissimi alla riva. Lì attorno è possibile esplorare muovendosi sulle rocce del caratteristico colore bianco delle scogliere di Bonifacio: sembrava di essere sulla Luna!




Giorno 6: Bonifacio e la spiaggia Piccolo Sperone
Il sesto giorno abbiamo deciso di dedicare la prima parte della mattina alla visita della cittadina di Bonifacio: molto carina, seppur parecchio turistica rispetto ai luoghi che avevamo visitato sino a quel momento. Ci siamo poi spostate verso la spiaggia Piccolo Sperone, che si raggiunge a piedi dopo aver lasciato la macchina lungo la strada: qui la sabbia era bianchissima e l’acqua molto pulita.



Giorno 7: in viaggio verso Bastia!
Il settimo giorno abbiamo viaggiato verso Bastia, percorrendo tutta la costa est che, a differenza di quella ovest, è molto più veloce da attraversare. Non abbiamo avuto, purtroppo, il tempo di fermarci, altrimenti molto probabilmente avremmo dedicato del tempo alla città di Porto Vecchio e alla bella spiaggia di Santa Giulia. Da Bastia abbiamo preso il traghetto di ritorno che ci ha ricondotte in Liguria.
In questa settimana in Corsica abbiamo visto tantissimi luoghi stupendi: dal mare alla montagna, non ci siamo fatte mancare alcun tipo di bellezze. Certo, come mi piace dire, non è stata tanto una vacanza quanto più un’esperienza, visto che abbiamo deciso di rinunciare a tanti comfort: montare e smontare la tenda, cucinare sul fornelletto a gas, fare check-in e check-out dai campeggi, non avere sempre a disposizione l’elettricità o il frigorifero costringe ad adattarsi e a imparare a godere delle piccole cose. Ho trovato davvero arricchente e stimolante poter sperimentare un viaggio itinerante di questo tipo: se fatto con le persone giuste, si rivela un’avventura che può regalare emozioni e ricordi davvero indelebili.
Chiara
