Anche se sono passate solamente tre settimane dell’inizio del master in editoria per l’infanzia che ho scelto di frequentare quest’anno, posso già dire che fra lezioni di illustrazione e storia della letteratura e dell’editoria, progettazioni di albi illustrati e visite in libreria e biblioteca, mi sono capitate fra le mani decine e decine di libri: più o meno conosciuti, più o meno allineati ai miei gusti, più o meno nuovi nel mercato editoriale.
In questo articolo, primo probabilmente di una lunga serie di consigli di lettura per bambini e ragazzi, voglio condividere cinque bellissimi titoli per la fascia 0-5 anni: i primi due, più noti, li conoscevo già; gli altri tre li ho scoperti in queste settimane e non vedo l’ora di acquistarli e di avere l’occasione di leggerli insieme a qualche bambino.
1. Un libro, di Hervé Tullet

Un libro è un classico intramontabile dei libri per questa fascia d’età. Geniale già nel titolo, che promette niente e tutto allo stesso tempo, si tratta di un libro interattivo, semplice e coinvolgente. Il bambino insieme all’adulto si lascia guidare dagli inviti presenti in ogni pagina: toccare, soffiare, agitare, battere le mani, per far mutare il disegno, che inizialmente è quello di una sola pallina gialla che si trasforma poi in tante palline colorate, prima grandi, poi piccole, poi sparse, poi ammucchiate, per tornare a essere infine una pallina gialla e invitare il bambino a ricominciare da capo.
2. Nel paese dei mostri selvaggi, di Maurice Sendak

Nel paese dei mostri selvaggi è un altro grande classico: pubblicato nel 1963, è un capolavoro per le sue illustrazioni riconoscibilissime e intramontabili. Racconta di un bimbo ribelle e monello che, messo in punizione nella sua stanza, comincia un viaggio in un paese lontano, colmo di mostri spaventosi, dei quali diviene il sovrano. Come ogni racconto fantastico che si rispetti, si conclude col ritorno del protagonista alla realtà, con la cena calda che lo aspetta nella cameretta.
3. La piccola Anna, di Inge Lasse Sandberg

Non conoscevo questo libro, ma appena mi è stato mostrato me ne sono innamorata. Si tratta di un volumetto piccolino, quanto la sua protagonista, costruito in modo semplicissimo ma impeccabile: Piccola Anna sale sulle spalle del Signore Alto Alto e da lì vede lontano lontano, un sacco di cose mai viste prima. Costruito per accumulazione e giustapposizione di elementi tramite immagini, il testo rimane volutamente reticente, per lasciar spazio al bambino che legge insieme all’adulto di completarlo guardando le illustrazioni: “Secondo te, cosa vide?”, “Vide un…”, “e una…”, “e un po’ di …”. Anche il finale è dolcissimo, perché le cose che ha visto la bimba altro non sono che la sua casa e la sua famiglia, luoghi riassunti in una scena dolcissima: “Ed erano l’uccello e il fumo e il camino e il tetto e la casa e i due scalini e la mamma e il papà e il cane della Piccola Anna”.
4. 5 mele rosse, di Yusuke Yonezu

Ho scoperto questo libro in un incontro con Francesca Romana Grasso, ricercatrice, formatrice, pedagogista, e studiosa di letteratura ed editoria per l’infanzia. 5 mele rosse è un libro semplice e perfetto: di dimensioni quadrate, molto maneggevole, presenta in ogni doppia pagina un’aletta che si apre, per mostrare via via quale animale mangerà un’altra mela, fino non lasciarne più nessuna. Durante le riletture, il bimbo impara come aprire la pagina, anticipando ciò che accadrà in quella successiva e sviluppando un senso di competenza, rimanendo però sorpreso quando nella penultima pagina l’apertura avviene verso il basso e non di lato. L’aspetto interessante è che viene introdotto anche il numero 0, insieme al concetto di trasformazione, perché il bruco che ha mangiato l’ultima mela si trasforma in una bellissima farfalla colorata.
5. Dove sono tutti?, di Remy Charlip

Purtroppo, sembra che questo libro sia al momento fuori produzione, ma è un vero peccato, perché è costruito magistralmente ed è di una profondità disarmante, apprezzabile a qualunque età; spero ne facciano una nuova edizione! Dal punto di vista dell’illustrazione, presenta in ogni doppia pagina un’inquadratura fissa, che si modifica per la comparsa di nuovi elementi. C’è una voce fuori campo che mano a mano nomina gli elementi che appaiono nel paesaggio: ad esempio, il sole e le nuvole, i quali a propria volta si muovono pagina dopo pagina. Quando subentra la pioggia, la voce, anziché annunciare, si pone domande, chiedendosi dove siano finiti tutti: persone, animali, sole compreso. Il tono è molto solenne, quasi biblico: penso sia difficile trovare altri libri per una fascia d’età così bassa tanto eterni e senza tempo quanto quello di Remy Charlip.
Buona lettura!
Chiara
