Venezia ha poco della città e molto del sogno, o almeno così mi è parso. Sono bastati tre giorni, a inizio gennaio, per farmi innamorare di lei: forse perché Venezia ha realmente quasi nulla in comune con tutte le altre città. Questo aspetto diviene noto in un sol colpo, quando, usciti dalla stazione, ci si trova dinnanzi al Canal Grande, solcato da mille imbarcazioni e tagliato da tanti infiniti altri canali, che invitano a seguirli come vie sicure entro le membra palpitanti della cittadina. Tutti i sensi partecipano a questa emozione, originata dal rumore di onde e di piccole navi, dal tipico odore lacustre, dai raggi di luce che sfiorano la superficie dell’acqua facendola brillare. Venezia appare fuori da ogni coordinata di tempo e di luogo: alla mattina è colma di turisti, che si affollano sui Calli e paiono pronti a tutto pur di accaparrarsi un giro in gondola, o intasano il passaggio sui ponti che sono troppo stretti per la gente ma perfettamente adeguati alle piccole e sinuose forme dei vicoli cittadini; alla sera piomba nel più assoluto silenzio, attraversata solo dalle lunghe ombre gelide di qualche rara figura frettolosa, illuminata dalla flebile luce dei lampioni. Molti degli abitanti stanno scomparendo, perché a malincuore preferiscono la terraferma alla minaccia dell’acqua alta che colpisce la città sempre più di frequente. Eppure, è forse proprio questa precarietà che contribuisce a dotare Venezia di una caduca bellezza senza tempo, che fa sì che ogni suo singolo angolo sia arte, intesa come qualcosa che si scosta rispetto all’ordinario. Dunque, bisogna visitare Venezia non con gli occhi del turista, ma con gli occhi di quegli abitanti che, rapiti dal suo fascino, ancora non sono stati capaci di abbandonarla, perché ne colgono la bellezza imperfetta, fatta di contrasti fra la maestosità della basilica di san Marco e la preziosità di ogni singola breve pennellata di un artista di strada, fra il mare e la terraferma, fra l’immensità del cielo e l’infinità di passi ancora da compiere nella città dove hanno riposto il cuore.
Chiara

Bellissime parole e bellissime angolazioni, luci, istanti!
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Grazie ❤️❤️
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