In occasione del duecentesimo anniversario della nascita del politico svizzero Alfred Escher e dello scrittore e poeta Gottfried Keller, dal 24 marzo al 28 luglio 2019 il Museo d’arte della Svizzera italiana (MASILugano) espone numerose opere della Fondazione Gottfried Keller presso il centro culturale LAC Lugano Arte e Cultura.
La Fondazione, costituita nel 1890 da Lydia Welti-Escher (figlia di Alfred Escher), ha avuto un ruolo determinante nel riportare in Svizzera opere nazionali e nel rafforzare la consapevolezza del patrimonio artistico elvetico. Con i suoi oltre 6400 elementi, infatti, la collezione costituisce una delle più importanti espressioni dell’arte svizzera tra il XII e il XX secolo.
La mostra include opere di artisti molto noti: tra essi ricordiamo Hodler, Giacometti e Segantini, di cui è esposto il Trittico della natura, solitamente conservato a Saint Moritz. Accanto a questi nomi illustri, sono presenti opere di fama minore ma di eguale attrattiva.
Ne è un esempio significativo l’opera Saffo, giovane in un interno pompeiano (1867) di Charles Gleyre. Quest’olio su tela rappresenta la giovane poetessa nuda e di spalle che, circondata da tessuti dalle tinte vive, si accinge a coricarsi.

La Tarantella di Jacques Sablet tratteggia una folkloristica scena italiana: degli umili contadini campani, giunti a sera, si riposano e si divertono in riva al mare danzando la tarantella. L’opera è caratterizzata da tinte intense ed è arricchita da un particolare effetto di luce che fa risplendere il centro della scena e in particolare il rosso vivo della gonna della contadina che danza allegramente.

Il fascino della regione campana è confermato nell’opera Giovane fanciulla di Sorrento (1824) di Louis-Léopold Robert. Il ritratto rappresenta una giovane donna italiana che tiene in mano un tamburino. L’attenzione dell’osservatore è attirata dallo sguardo vacuo della fanciulla e dalla rappresentazione dello scialle, la cui esecuzione è talmente accurata che è possibile distinguerne i punti e i fili.

L’esposizione si rivela al contempo sorprendente e intima: la bellezza incontestabile e incontenibile delle opere è attenuata da un senso di calma e connessione con gli artisti, senza dubbio favorito anche dagli ambienti eleganti e luminosi del LAC.
Consiglio vivamente a chiunque ne abbia la possibilità di recarsi a questa mostra, perché sono certo che non ne rimarrà deluso.
Giulia
