Il Bosco dei Ricordi era sempre lo stesso, apparentemente nulla era cambiato rispetto al giorno precedente. E perché avrebbe dovuto? Il tempo fa il suo corso anche durante una sola notte, ma era impensabile che dodici ore potessero essere state sufficienti a spezzare la staticità e l’equilibrio del Grande Bosco. Eppure, davvero quella notte aveva portato con sé l’evento atteso dai più piccoli fiorellini e dalle secolari e sagge sequoie che – come i bambini dopo settimane di attesa si aprono in un meraviglioso sorriso la mattina di Natale – scoppiarono in tutto il loro colorato e multiforme splendore nel preciso istante in cui la Primavera veniva a far loro visita.
Quella mattina il Bosco si era risvegliato; si potevano percepire le animate e vivaci chiacchiere fra i meli e i ciliegi che discutevano, scommettendo su chi avrebbe fatto frutti più succosi quell’anno. Il battibecco fu prontamente interrotto dall’arrivo di un gruppetto di bambini che cominciarono a rotolarsi sull’erba, arrampicarsi sugli alberi e giocare a nascondino tra i cespugli e i rovi delle more, mangiando i piccoli frutti che quell’anno erano maturati prima del tempo. Ogni albero e ogni fiore faceva festa per l’arrivo di quei marmocchi che, insieme a loro, celebravano l’arrivo della Primavera. Una bambina con le gote rosse e biondi boccoli, che a causa del vento non seguivano più la loro perfetta geometria, si distese sull’erba e iniziò a contare i fiori. Quale gioia per le margheritine! Tutte insieme si divertivano e osservavano curiose la bimba che a sua volta le ammirava. Nel frattempo, una lieve brezza soffiava, portando con sé profumi, petali e una piccola ape che approfittava della spinta per muovere i suoi primi colpi d’ala. Volava volava, e ammirava. Rami rigogliosi, fiori, risate argentine…la Primavera era davvero ritornata!
Giulia
