“Il racconto dell’ancella” di Margaret Atwood

9788833312255_0_221_0_75“Il racconto dell’ancella” viene pubblicato nel 1985, eppure mai come in questo periodo si sente parlare di questo romanzo. Nel 2017, infatti, l’uscita della serie televisiva, che oggi vanta ben nove Emmy Awards e due Golden Globe, in concomitanza con l’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti d’America, ha reso questo libro molto popolare a livello globale. Inoltre, qualche mese fa, a ben 34 anni di distanza, la Atwood decide di regalarci il sequel, intitolato “I testamenti”, lettura imprescindibile per chi come me non è rimasto indifferente alla storia della famosissima Difred (o Offred, a seconda delle traduzioni).

“Il racconto dell’ancella” è un romanzo distopico, ambientato negli Stati Uniti in un lasso temporale non esattamente precisato, che racconta la storia di un’ancella di Gilead, regime teocratico e maschilista in cui le donne sono sottomesse e sfruttate, alcune per scopi riproduttivi, altre per assolvere al ruolo formale di mogli, altre ancora per lavorare come schiave.

A mio parere, la parte iniziale del libro risulta poco coinvolgente. Ci si sente catapultati in medias res nella vita di Difred, ed essendo il libro narrato in prima persona come un vero e proprio fiume di pensieri e analessi che fuoriesce dalla mente della protagonista, non riesce semplice al lettore ritrovare quelle coordinate che gli permettano di comprendere fino in fondo di che cosa si stia parlando, cosa stia accadendo, chi siano i personaggi e così via. Il senso di smarrimento permane costantemente, ma il fastidio da esso generato scompare a mano a mano che la narrazione si infittisce, alimentando la curiosità.

Senza dubbio è un libro che fa riflettere, che interroga profondamente sul proprio status, sulle proprie libertà e sui propri privilegi. È una lettura che spinge a considerare se questo mondo distopico sia in qualche parte già presente ai nostri giorni, o se rimanga  lontano ed irrealizzabile.

Sicuramente ritengo che un modo utile per apprezzare ancor più questo romanzo sia quello di farne seguire la lettura alla visione della serie TV che, approvata dall’autrice stessa, contribuisce a chiarire alcuni tasselli che nel libro non risultano particolarmente approfonditi. La serie è un ottimo prodotto: possiede un’invidiabile fotografia, un’interessante sceneggiatura e un’attrice protagonista (Elisabeth Moss) realmente talentuosa.

Chiara

4 pensieri riguardo ““Il racconto dell’ancella” di Margaret Atwood

Scrivi una risposta a robertar70 Cancella risposta