“Un amore” di Dino Buzzati

IMG_20200121_130953Il 28 gennaio 2020 si è ricordato il quarantottesimo anniversario dalla morte di Dino Buzzati, grande scrittore del Novecento italiano, suo malgrado costantemente paragonato al notissimo Kafka e grandemente incompreso. Quando pubblicò Un amore, nel 1963, molti lo accusarono di cercare unicamente buoni incassi e approvazione dal pubblico, quando in realtà il romanzo appena venuto alla luce dimostrò di essere singolarmente profondo, intenso, erotico e allo stesso tempo intimistico, lontano da ogni sua precedente pubblicazione.

Un amore narra della relazione fra Antonio, un maturo professionista della borghesia milanese, e una giovanissima prostituta, Laide, nel panorama di un’affascinante e misteriosa Milano degli anni Sessanta. Il lettore segue la vicenda unicamente dal punto di vista dell’uomo, innamorato ed ossessionato, profondamente insicuro, ingenuo sognatore, percependo Laide attraverso i suoi occhi come “una specie di fiore”, una creatura “spavalda, impertinente, autentica”, allo stesso tempo meschina, appartenente ad un mondo “popolaresco, dissipato e misterioso”. Oltre alla differenza d’età, è la differenza di ceto sociale ad incombere costantemente sul rapporto fra i due, che a tratti ricorda sicuramente l’amore malato del più famoso Lolita di Nabokov.

Il lettore si trova costantemente ad interrogarsi su quale sia la verità e su chi sia, dunque, fra Antonio e Laide, la vittima e chi il carnefice. Non comprendendo per chi dei due simpatizzare, ci si trova spesso a sperimentare una sospensione del giudizio, confermata dal mistero che aleggia sopra i fatti narrati e che fa sì che essi si prestino a più interpretazioni. Laide appare come fonte di enigmaticità e contraddizioni, sino a che, magistralmente, l’autore trova la maniera di assolverla, liberandola dalla maschera della cinica manipolatrice. Allo stesso tempo, la maggiore ambiguità è quella che caratterizza l’amore provato da Antonio, del quale ci si chiede quanto veramente si possa definire tale. Quando effettivamente si può parlare di amore, e quando invece esso sfocia in egoistico appagamento?

Risulta chiaro, dunque, che il titolo stesso chiama in causa il giudizio del lettore. A mio parere, l’amore esiste quando il disinteresse e l’oblazione sostituiscono l’individualismo, e quando la corrispondenza del sentimento porta ad una complementarietà finalistica. In questa storia si narra lo struggente incontro fra due solitudini, incapaci di guardarsi negli occhi e di costruire una bellezza che sia prima per l’altro e poi anche per sé stessi.

Chiara

 

2 pensieri riguardo ““Un amore” di Dino Buzzati

  1. Ho letto questo libro circa due anni fa! Mi ritrovo d’accordo con la tua bellissima recensione, e ritengo inoltre molto interessanti le tue considerazioni finali. Del racconto mi piaceva la descrizione accurata delle emozioni del protagonista, un vortice interiore a cui conseguiva una amplificazione dei sensi in un mondo esterno.
    Cosa è l’amore? In verità, io mi trovo sempre più d’accordo con una stupenda citazione, che se non sbaglio é di Herman Hesse: “L’amore non bisogna implorarlo e nemmeno esigerlo. L’amore deve avere la forza di attingere la certezza in se stesso. Allora non sarà trascinato, ma trascinerà.”
    Un caro saluto!

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