“Di tutte le ricchezze” di Stefano Benni

Finiti gli esami universitari avevo solo voglia di staccare, leggendo un libro di narrativa leggero e coinvolgente, lontano dai manuali di marketing e dai tomi di psicologia.

Complice l’attraente promozione “due al prezzo di uno” della generosa Feltrinelli, mi sono trovata tra le mani Di tutte le ricchezze di Stefano Benni, autore di cui avevo letto solo Il bar sotto il mare, libro delirante o geniale, dipende dai punti di vista (la seconda opzione, per me). Anche questo secondo titolo si conferma tale: delirante o geniale, se lo leggerete fatemi sapere la vostra opinione.

copertina

 

La storia racconta un periodo molto breve, circa un mese, in cui il burbero e ormai anziano professore di lettere Martin B. incontra i suoi nuovi vicini di casa appena arrivati dalla città, Michelle e  Aldo. Nel corso della narrazione egli viene a conoscenza del loro passato e della loro crisi coniugale, racconta loro i segreti e le leggende di Borgocornio (il paese in cui abitano), spiega e recita versi di Domenico Rispoli detto “il Catena” (poeta borgocorniense al cui studio ha dedicato tutta la sua vita), si invaghisce di Michelle, o meglio dell’ideale di giovinezza che ella rappresenta e del ricordo di un vecchio amore che ella incarna.

Se già la trama non permette di annoiarsi, ancora meno lo permette la forma. È proprio a questo che mi riferisco quando sostengo che il libro è geniale o delirante. La narrazione avviene in prima persona (il narratore è Martin), ma lo scorrere lineare degli eventi è spesso interrotto improvvisamente da altri piani di narrazione: dialoghi che sembrano assolutamente fuori contesto con quanto appena successo stanno avvenendo in realtà con un animale del bosco, a cui la mente creativa del professore dà la facoltà di rispondere; alcune scene sono narrate come se fossero un’opera teatrale, con prologo e atti; una banalissima ricetta viene baroccamente presentata come “Vitello alls Souviens-Moi”.

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Ogni pagina è una mescolanza di piccoli fatti quotidiani e una (mal)celata profonda cultura letteraria: Martin si perde in flussi di coscienza degni di Virginia Woolf e Michelle agli occhi del professore diventa Nasten’ka, la protagonista de Le notti bianche di Dovstoevskij.

Insomma, Di tutte le ricchezze non è un libro per tutti, non è certo un libro per chi dalla lettura si aspetta linearità e ordine. A tutti gli altri però lo consiglio: un libro che mette alla prova la nostra pazienza di lettori e ci obbliga a scardinare ogni normale logica della “corretta stesura”. Se si riesce a fare questo passo il libro smetterà di apparire delirante e apparirà per ciò che è: geniale.

Giulia

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