
Non esiste niente di meglio per festeggiare Ognissanti che mettersi con le mani in pasta e preparare i dolci della tradizione, anziché comprarli in pasticceria. Scegliere di cucinare un piatto tipico di una festività è molto suggestivo, perché ci mette in contatto con una tradizione che unisce i nostri antenati e collega in modo singolare ogni regione d’Italia.
Proporre questa ricetta, però, non è stato facile. Ho subito pensato: “Quali sono i dolci tipici che si mangiano in occasione di Ognissanti?”, ed ecco che subito hanno cominciato a balenare nella mia mente i nomi più disparati, fra cui “ossa dei morti”, “pane dei morti”, “fave dei morti”… tutti appellativi che nella mia testa non avevano alcun corrispondente visivo, se non una vaga immagine di biscotto grosso, esteticamente bruttino, al sapore di mandorla.
Mi sono quindi messa a fare ricerche, e ho trovato forse qualche risposta ai miei interrogativi. Qui da noi, in Lombardia, il dolce tipico per eccellenza è il Pan di mort, ovvero il Pane dei morti. Si tratta di un biscotto effettivamente grosso, bruttino e con le mandorle, a cui vengono aggiunti cacao, uvetta, canditi e pinoli. Insomma, di tutto un po’. Non sono riuscita però a trovarne una ricetta che mi convincesse, e quindi ho optato per evitare di combinare danni in cucina.
Sempre in Lombardia c’è il cosiddetto “Oss di mort” (osso di morto), storpiatura dell’originario “Oss de mord” (osso da mordere). Di questo, ognuno propone un po’ la sua ricetta. Ne ho trovata una che assomiglia molto alle fave dei morti, che oggi vi propongo, con la differenza che vengono usati solo gli albumi dell’uovo e vengono aggiunte anche le nocciole. Con il nome “Ossa dei morti”, però, si indica tendenzialmente un dolce siciliano molto particolare, il più famoso in Italia con questo nome, nella cui preparazione ho preferito anche in questo caso non cimentarmi.
Vi propongo dunque le fave dei morti, i più classici (e semplici) biscottoni alle mandorle che ben si adattano a festeggiare Ognissanti in ogni regione d’Italia. La ricetta è originariamente laziale, e trova le sue origini ai tempi etruschi e romani, in cui i legumi venivano consumati durante i banchetti in onore dei defunti. Ecco gli ingredienti:
- 200 g di farina
- 200 g di mandorle
- 150 g di zucchero
- 60 g di burro
- 2 uova
- mezzo limone da cui grattugiare la scorza
- un pizzico di cannella in polvere
- zucchero a velo
Per la preparazione, bisogna innanzitutto tostare le mandorle in forno (bastano anche una decina di minuti a 150°) e poi tritarle insieme allo zucchero. In seguito, unire la farina e formare sulla spianatoia una fontana entro la quale aggiungere uova sbattute, burro sciolto e raffreddato, un pizzico di cannella in polvere e la scorza grattugiata del limone. A questo punto, è necessario impastare molto bene, fino ad ottenere un composto omogeneo. Con un coltello, tagliare delle strisce di pasta da rotolare con le dita formando dei cordoni poco più grandi di un pollice, da dividere poi in tocchetti lunghi circa 5 centimetri. Alla fine, bisogna schiacciare delicatamente i tocchetti (senza renderli troppo sottili) per far assumere loro una forma ovale. Alla fine, disporre i biscotti (che avranno assunto la forma delle fave) su una teglia e infornare a 150° per 20 minuti. Una volta raffreddati, cospargere con un po’ di zucchero a velo.
Buon appetito e buona festa di Ognissanti!
Chiara
