– 140 euro per un paio di calze. – Coooosa?!
– 140 euro per un paio di calze di Gucci. – Ah ok, ora capisco.
– 140 euro per un paio di calze di Gucci, già bucate. – Follia.
Penso che questi, o simili, sono stati i pensieri che si sono succeduti nella mente di tutti coloro che nelle scorse settimane hanno saputo dell’ultima follia nel mondo della moda: un paio di collant firmati Gucci venduti per €140 già smagliati, anticipando il lavoro di solito svolto dalla vecchia sedia con una scheggia di troppo. Dulcis in fundo: sono anche già sold out.

Le famose calze, disponibili sul sito di Gucci e ora già sold out.
Penso che dalle parole con cui ho introdotto questo articolo si deduca il mio pensiero: ritengo il prodotto – o meglio, il prezzo – un’assurdità e un invito a buttare via i soldi.
Mi è però sembrato riduttivo fermarmi a questa prima impressione e ho quindi cercato di riflettere sull’idea creativa che si cela dietro a questo lancio, convinta che una casa di moda che domina sul mercato da decenni non abbia certo un team di marketing composto da sprovveduti. E, effettivamente, il fatto che le calze in questione siano andate sold out dopo pochi giorni conferma che di sprovveduti non ce ne siano.
Ad un primo sguardo si potrebbe ricondurre l’acquisto ad un desiderio di ostentazione: l’importante non è il prodotto, ma che sull’etichetta ci sia scritto Gucci. Non penso però che questa sia la reale motivazione; troverebbe senso solo se il prodotto permettesse questo sfoggio. Su un portamonete, su una borsa, su una cintura le due celebri G di Gucci si staglierebbero vistose, ma su dei collant ciò non è possibile, nessun logo visibile può dimostrare se sono griffati o comprati al mercato e vittime della vecchia sedia sopracitata.
Allora, forse, la motivazione può essere molto più sottile, molto più acuta, brillante. Chi spende 140 euro per un paio di collant Gucci già bucati senza nemmeno poter sfoggiare che sono di marca non compra quei pochi grammi di lycra. Chi li compra compra i 100 anni di storia di Gucci, la sua identità unica, la sua influenza indiscutibile, il suo potersi permettere anche questo azzardo, proprio in virtù di essere Gucci.
Se tutte le clienti, prima di cliccare su “acquista” e veder scalare €140 dalla loro carta di credito, hanno fatto questo ragionamento allora io non giudico, anzi approvo e ammiro il gesto.
Ma, sinceramente, dubito che sia andata così.
Giulia
