Leggere un libro in lingua originale è molto spesso la scelta migliore perché ci permette di cogliere a pieno le sfumature e il senso della narrazione e capire molto dell’autore attraverso il suo modo di giocare con le parole.
Tuttavia, come tutte le cose che danno soddisfazioni, non è certo un’attività banale e richiede perserveranza e allenamento.
Con l’articolo di oggi vorrei quindi proporvi tre letture must della letteratura britannica e americana disponendole in ordine di difficoltà crescente: partendo dalla ordinata prosa di Jane Austin, passeremo per lo strano mondo di Aldous Huxley e arriveremo agli intricati slang di J. D. Salinger.

- Pride and Prejudice
Autrice: Jane Austin
Anno: 1813
Come penso tutti sappiano, Pride and Prejudice racconta la travagliata nascita dell’amore tra la pregiudiziosa Elizabeth Bennet e il ricco e orgoglioso Mister Darcy. Il fatto che la storia sia molto nota è sicuramente un punto a favore per la comprensione di questo libro, che viene infatti spesso assegnato anche agli studenti delle scuole superiori.
La narrazione è quasi sempre lineare (è presente sono un consistente flashback riguardo alla storia di Mister Wickham, un vecchio amico di Darcy) e i dialoghi sono sempre comprensibili, complice il fatto che i protagonisti, appartenendo a classi sociali alte, si esprimono in modo corretto e chiaro.
Le parti descrittive, a volte piuttosto lunghe, potrebbero essere più problematiche proprio perché, tra le molte righe che descrivono ad esempio le sale di una tenuta, è più facile perdersi. Ma diciamocelo: non è un grave problema se nella nostra prima lettura non capiamo queste parti!
2) Brave New World
Autore: Aldous Huxley
Anno: 1932
Brave New World è un romanzo distopico che descrive un’ipotetica società governata da 10 controllori che, tramite pratiche scientifiche, si occupano di controllo delle nascite, eugenetica e indottrinamento psicologico.
Se per Pride and Prejudice la trama era un elemento facilintante, in questo caso la situazione è esattamente opposta: sono proprio le vicende narrate, lontane dalla nostra realtà e dal nostro modo di pensarla, a rendere la comprensione del libro più complessa.
Questa difficoltà è però bilanciata dalla linearità della sintassi e dalla chiarezza lessicale che portano Brave New World a posizionarsi in modo equilibrato sul gradino intermedio della nostra classifica.
3) The Catcher in the Rye
Autore: Jerome David Salinger
Anno: 1951
The Catcher in the Rye, letteralmente Il mietitore nella segale, ma conosciuto in Italia con il titolo Il giovane Holden, è un romanzo di formazione che racconta le vincende vissute da Holden, un ragazzo che viene espulso dal college per cattiva condotta e che, prima di tornare a casa dei genitori, trascorre alcuni giorni da solo in giro per New York, vivendo esperienze e incontrando persone che lasciano un segno indelebile in lui.
La storia è avvincente e piacevole ma la lingua può essere uno scoglio per comprenderla. Come in Pride and Prejudice, la lingua è di chi la parla: se i lord e le lady mostravano un inglese perfetto, così gli adolescenti di una New York di metà Novecento si esprimono in modo molto più colloquiale e “criptato”. Il testo è infatti ricchissismo di slang e contrazioni: money è dough, can’t you diventa can’tcha, a great time diventa helluva time e chi fissa con curiosità qualcun altro è un rubberneck, letteramente un collo di gomma, pronto ad allungarsi per sbirciare e curiosare.
Penso sia chiaro che The Catcher in the Rye non è un libro di immediata comprensione, ma ciò non lo rende affatto inaccessibile, anzi. Con il giusto allenamento si rivelerà una lettura piacevole ed edificante e il divertimento sarà proprio scovare queste forme e questi modi di dire tanto sconosciuti quanto buffi.
Bene, spero di avervi convinto a intraprendere questa piccola sfida nei meandri della lingua inglese. Se così fosse, buona lettura!
Giulia
