“Derek” ovvero un elogio alla gentilezza

Derek è una serie TV prodotta nel 2012 che narra le vicende vissute da Derek Noakes, un uomo di 50 anni che lavora in una casa di riposo insieme alla saggia e organizzata Hannah, allo scorbutico Douglas e al problematico Kevin.

La spiegazione della trama potrebbe concludersi qui, perché in questa mini-serie, composta da due stagioni e un lungometraggio, a farla da padrone e coinvolgere lo spettatore non è il susseguirsi di fatti e avvenimenti. Certo, alcune cose accadono (nuovi amori nascono, amici escono di scena e altri vi entrano, affetti vengono a mancare), ma il vero motore della narrazione sono i personaggi stessi, il loro carattere, il loro modo di relazionarsi a ciò che accade.

È difficile persuadere qualcuno a iniziare questa serie TV perché all’apparenza, a causa dei personaggi rappresentati in modo così peculiare e caricaturale, essa potrebbe apparire come una sitcom demenziale. Per superare questo pregiudizio occorrerebbe conoscere lo stile di Ricky Gervais, che è sia attore (nei panni proprio di Derek) che creatore della serie e che si distingue sempre per il suo sguardo prospettico e profondo, talvolta eccentrico, sulle situazioni. Nel caso non lo conosceste…dovete fidarvi solo del mio consiglio! 😉

Su ogni personaggio si potrebbero spendere molte parole, ma, concentrandomi sul protagonista, posso dire che Derek sia uno dei personaggi che più ho amato di tutte le serie TV viste. Egli ha una sensibilità diversa dagli altri personaggi (in un episodio si accenna al fatto che potrebbe essere autistico, ma non viene mai approfondito questo aspetto), sicuramente più ingenua ma anche estremamente più potente e sincera.

Ho intitolato questo articolo “elogio alla gentilezza” perché è proprio ciò che questa serie insegna: Derek non è né particolarmente bello né particolarmente intelligente, ma è gentile. È proprio questa gentilezza a nutrire le relazioni che intesse con gli anziani ospiti della casa di riposo, rappresentati in tutta la fragilità e vulnerabilità della loro età.

Forse sarebbe più appropriato parlare di “elogio alla delicatezza” perché se c’è una cosa che questa serie fa come nessun’altra riesce a fare, è mostrare agli spettatori piccolissimi dettagli e dare loro un valore enorme, capace di reggere da solo l’intera puntata. Potrei riassumere tutto il discorso dicendo che in questa serie TV non accade niente, eppure è una delle serie più “piene” che io abbia mai visto: non distratti da grandi avvenimenti, si può riconoscere la grandezza delle dinamiche umane e della loro vulnerabilità. Vedere il mondo attraverso gli occhi di Derek porta a percepirlo nei suoi dettagli di delicatezza, fragilità e necessità.

Derek è una serie TV gentile. E proprio per questo straziante. Lo spettatore è posto di fronte all’umano e alla sua vulnerabile complessità. Nulla di più, ma c’è già tutto.

Giulia

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