Nell’articolo di oggi voglio condividere con voi la mia vacanza di quest’anno nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, quattro giorni all’insegna del trekking e della natura.
Sono rimasta estremamente colpita sia dalla bellezza dei luoghi sia dalla loro varietà: nel giro di pochi cilomentri si possono fare gite sulle cime delle montagne, in orridi e gole o tra ruscelli e cascate.
In particolare vi parlerò dei quattro percorsi che ho fatto io, diversi sia per tipologia che per difficoltà.
1) Salita ai laghi di Pilato
Partenza: Foce di Montemonaco
Arrivo: Laghi di Pilato, Monte Vettore
Dislivello: 1000 m
Durata: 3h circa a salire, 2h e 30 circa a scendere
La salita ai Laghi di Pilato, situati sul Monte Vettore, è senza dubbio la gita più faticosa tra quelle che vi presenterò oggi, ma anche la più bella e soddisfacente. Prima di ogni altra cosa occorre però dire che non è una gita per tutti: è lunga, impegnativa, con una parte nel bosco molto ripida e franosa e un’altra parte sotto il sole diretto. La consiglierei solo a chi è almeno un minimo allenato, ha dei buoni scarponcini (e magari anche delle racchette da trekking per aiutarvi nella discesa) e…buone ginocchia e caviglie!
Detto questo, non resta che raccontarvi la bellezza di questa gita che, in sole 3 ore, vi permette di vedere luoghi e paesaggi variegati e così diversi tra loro. Si parte infatti dal Piano della Gardosa, un’ampia zona semipianeggiante che offre una panoramica ampia sui monti circostanti; si prosegue poi nelle “Svolte”, cioè un ripidissimo e accidentato sentiero in salita nel bosco da cui si sbuca nella Valle del Lago di Pilato che, più dolcemente, permette di fare gli ultimi 500 metri di dislivello che portano ai Laghi di Pilato.
Giunti in cima, potrete finalmente capire se chiamarlo “Lago” o “Laghi”, perché i bacini effettivamente sono due ma, a seconda delle pioggie, si possono vedere due laghi separati o un unico lago che si congiunge in una forma peculiare che gli riserva l’appellativo di “Lago con gli occhiali”.

Una curiosità! Il Lago di Pilato è l’unico luogo al mondo dove vive il Chirocefalo di Marchesoni, un piccolo crostaceo rosso lungo circa 1 cm e che nuota a pancia in su. Proprio per questo motivo è importante non avvicinarsi troppo alla riva del lago, si rischierebbe di schiacciare le sue piccole e preziose uova!

2) Gole dell’Infernaccio ed Eremo di San Leonardo
Partenza: A 6km da Montefortino
Arrivo: Eremo di San Leonardo
Dislivello: 250 m
Durata: 1.30h circa a salire, 1h circa a scendere
La seconda gita che vi propongo vi permetterà di vedere tutta un’altra faccia dei Monti Sibillini. Le vette e i costoni vengono sostituiti da gole, orridi e cascate.
La passeggiata inizia infatti proprio con le “Pisciarelle”, cioè delle cascatelle molto rarefatte che sembrano quindi delle vere e proprie docce naturali. In seguito si prosegue attraverso le gole e si arriva all’imbocco del sentiero per l’Eremo che, in circa 30 minuti di salita, vi porterà a destinazione, dove potrete ammirare il monumento relogioso, sorto inizialmente nell’XI secolo e ricostruito nel 1965 da Padre Pietro Lavini, definito da Papa Giovanni Paolo II “il muratore di Dio”.

3) Le Lame Rosse
Partenza: Lago di Fiastra
Arrivo: Lame Rosse
Dislivello: 200 m
Durata: 1/1.30h circa a salire, 1h circa a scendere
La gita alle Lame Rosse è probabilmente la migliore in quanto a rapporto fatica-risultato. Con poco più di un’ora di cammino e 200 metri di dislivello (comunque da non sottovalutare perché c’è una salita in ghiaione – portate sempre scarponcini e racchette!) si arriva a un panorama mozzafiato, che fa pensare di avere lasciato le Marche e di essere atterrati nei Grand Canyon dell’Arizona.
Le Lame Rosse sono montagne a cui l’erosione ha tolto la parte calcarea, lasciandole “nude”. Proprio per questo è importante non avvicinarsi e non toccarle, per sicurezza nostra perché potrebbero staccarsi dei pezzi, e per tutela delle rocce prevenendone l’ulteriore erosione. Una bellezza da contemplare a debita distanza con rispetto, insomma!

4) L’anello delle Cascate Perdute di Sarnano
Quest’ultima gita è nettamente meno bella delle altre, ma può comunque essere una valida alternativa con bimbi piccoli o se si vuole fare una passeggiata tranquilla il giorno prima – o dopo – una gita più faticosa e impegnativa.
L’anello parte e finisce presso il borgo di Sarnano e, in circa 2 ore, permette di passeggiare nei boschi e vedere tre cascate: la cascata dell’Antico Mulino del Piano, la cascata de lu Vagnatò e le Cascatelle.
Al termine dei giro, può essere un’ottima idea fermarsi a visitare il borgo e gustarsi un buon aperitivo a base di prodotti tipici.

Bene, il mio racconto finisce qui. Spero di avervi convinto a visitare queste bellissime zone in cui entrare in contatto con la natura o, altrimenti, di avervi fatto viaggiare con gli occhi e la fantasia!
Giulia








