Con questo articolo, Giulia e Chiara di Apefuribonda vi augurano un felicissimo e sereno Natale, con la speranza che questa giornata abbia tutte le caratteristiche di un Natale qualunque: pranzo abbondante, parenti sorridenti, regali sotto l’albero, Gesù bambino che spunta nel presepe, giochi in scatola improponibili, lunghe chiacchierate e un immancabile abbiocco. Sì, perché le cose qualunque, standard, tradizionali, sempre uguali, ci fanno sentire al sicuro, voluti bene, proprio come i bimbi che necessitano della loro routine quotidiana.
Ecco perché, per coltivare questo bisogno atavico insito in ogni essere umano, rincariamo la dose proponendovi un articolo semplice ma curioso, che risponde ad una semplice domanda: sapete come sono nate le tradizioni del presepe e dell’albero di Natale? No? Benissimo: ve lo diciamo noi, così, fra una portata e l’altra, vi leggete l’articolo e poi snocciolate ai parenti un lungo discorsone in merito, assolutamente non richiesto.
L’albero di Natale
Quella dell’albero di Natale è una tradizione che nasce in paesi lontani dal nostro: nel nord Europa, sin dagli albori della civiltà celtica, i sempreverdi erano un simbolo di vita. D’inverno, specialmente, divenne sempre più solito col passare dei secoli regalarsi rametti di sempreverdi, con i quali si ornavano case e strade. Il primo vero e proprio abete decorato non ha un’origine certa: molti sono i paesi che se la contendono; si crede comunque che fra il ‘400 e il ‘500, in quale piazza del nord Europa, sia stato eretto un grande albero, decorato con cose commestibili, come ad esempio mele, pan di zenzero e noci. Si dice che nel ‘600 un albero di Natale comparve nel salotto della Duchessa di Brieg, in Germania, e che nella seconda metà dell’ ‘800 fece la sua comparsa in Italia, presso il Quirinale, ad opera della Regina Margherita. Bastò poco a lanciare la moda, fino a che, nel dopoguerra, quella dell’albero di Natale non diventò in tutto il mondo un’usanza commerciale e consumistica senza precedenti.
Non so, che mi diano pure della consumista, ma io amo l’albero di Natale come simbolo delle feste: ovviamente, potendo, ne acquisterei uno alto fino al soffitto, da decorare rigorosamente con pochi e semplici colori, perché non mi piacciono le accozzaglie senza senso. Ovviamente, ben vengano lucine, festoni e miriadi di palline: non c’è niente di peggio che un albero mezzo spoglio.

Il Presepe
Il presepe, invece, nasce proprio in Italia, e le sue origini sono certe: nel 1223, a Greccio, piccolo paesino nel Lazio, San Francesco d’Assisi diede vita al primo presepe. “Vita” nel vero senso della parola, proprio perché questa prima rievocazione fu fatta da gente qualunque, travestita da personaggi evangelici: la Madonna, Gesù, Giuseppe, i Magi, i pastori, gli angeli. L’intento di Francesco era quello di rendere vicina e comprensibile una vicenda che non era nota ad un popolo umile, rozzo e lontano dalla fede; si può dire, dunque, che il primo presepe nacque in un’ottica inclusiva. Questo obiettivo persiste tuttora, perché è spesso proprio attraverso i presepi, viventi, non viventi, statici o in movimento, nelle case e nelle città, che ci si fa più vicini al mistero della nascita del Bambino Gesù, qualunque sia la propria età, la propria origine, il proprio rapporto con la fede cristiana.
Personalmente, amo molto anche la tradizione del presepe: credo che realizzare un presepe bello, curato, con tanti dettagli, elementi, personaggi, sia un’attività gradevole per adulti e bambini; è un’occasione di ritagliarsi del tempo con un lavoretto fai-da-te capace di dare soddisfazione sia a chi lo realizza sia agli ospiti che durante le feste hanno la fortuna di ammirarne il risultato.


Sperando che questo articolo vi abbia incuriositi, ne approfittiamo nuovamente per augurarvi un gioioso Natale!
Chiara&Giulia
