“Il dito di Dio” di Pablo Trincia

Cosa ha portato, quel 13 gennaio di ormai 10 anni fa, il colosso della Costa Concordia ad adagiarsi sugli scogli dell’Isola del Giglio?
L’enorme nave alle 21.45 di quella sera si era avvicinata alla costa per fare un inchino alla terraferma, ma aveva urtato i massi delle Scole, che avevano aperto una squarcio di 70 metri lungo la carena.
I comandi dati a bordo stavano riportando l’imbarcazione al largo, dove si sarebbe inabissata completamente causando centinaia e centinaia di vittime in più, ma la nave è stata rispinta verso la costa, su cui si è poi adagiata, da un rarissimo insieme di venti e correnti.
Talmente rari che alcuni dicono che la nave sia stata portata più “al sicuro” da forze inspiegabili; come se su di lei si fosse posato il dito di Dio.

Ed è proprio Il dito di DioVoci dalla Concordia il titolo del podcast disponibile su Spotify che ricostruisce la storia di questo tragico naufragio, di cui due giorni fa – il 13 gennaio 2022 – è ricorso il decimo anniversario.

Il podcast, condotto e narrato magistralmente da Pablo Trincia, racconta il viaggio della crociera Profumo d’Agrumi a bordo della Costa Concordia, a partire dai primi felici e spensierati giorni, fino alla tragica sera del 13 gennaio.
Nella ricostruzione dei fatti Trincia non è solo. Sono infatti coinvolti anche diversi testimoni sopravvissuti, che raccontano la loro esperienza con immagini talmente vivide nella loro memoria che si penserebbe siano accadute uno, massimo due anni fa; non certo dieci.

Ascoltate il podcast in metropolitana, mentre state cucinando, mentre vi state riposando sul divano. Ovunque sarete non sarete più lì, ma catapultati su quella nave, su quei ponti e su quelle scialuppe, tanto sono vividi i racconti dei superstiti.
Durante l’ascolto si può percepire l’umanità e l’altruismo delle persone a bordo o, al contrario, la brutalità e l’egoismo che hanno portato alcuni a combattere, a primeggiare, a salvarsi prima – e talvolta a discapito – di altri.
In questi casi può essere facile giudicare, ma risponde a tutti noi il medico di bordo della Concordia che con umana comprensione, al vicesindaco del Giglio indignato per la situazione, dice “non li giudicare, hanno solo paura”.

Il dito di Dio, trovando un equilibrio impeccabile tra lato tecnico e informativo e lato umano ed emotivo, permette di conoscere meglio la storia di questo tragico incidente che troppo spesso è stato ridotto e offuscato al mero processo “Schettino-centrico”.

Dietro a quel tragico errore c’è molto di più, che merita di essere raccontato: errori, slanci, sogni, vite – tante salvate e tante purtroppo perse.
Vite che, se salvate, non sono mai più state come prima, prima che quello che doveva essere un inchino di passaggio si è trasformato in una tragica ed eterna stasi.

Giulia

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