Gita al Rifugio Crespi Calderini ad Alagna

Lo scorso weekend, grazie all’ospitalità di una mia cara amica (nonché co-proprietaria di questo blog! 😉) ho potuto trascorrere un piacevolissimo weekend in Valsesia.
Proprio perché ora questa zona potrebbe diventare una tappa fissa, spero che questo articolo possa diventare il primo di una lunga serie che vi porti alla scoperta di questa splendida valle.
Iniziamo quindi con l’episodio 1: gita al rifugio Crespi Calderini!

La nostra camminata è partita da Alagna, graziosissima cittadina che, pur offrendo diversi comfort ai turisti, mantiene intatta la sua identità montana, con case tipiche, fiori, tante chiesette e cappelle e segni e strascichi della tradizionale comunità walzer.

Lasciandoci alle spalle il panorama più cittadino, ci siamo incamminate verso la nostra prima tappa (che inizialmente doveva essere anche l’ultima!), cioè il Rifugio Pastore, situato a 1575 mslm.
La strada per raggiungerlo è abbastanza disomogenea, con una prima parte in falso piano con piccole pendenze e una seconda parte costituita da una ripida e lunga salita nel bosco.
Proprio per questo consiglio di bilanciare la propria velocità per non rischiare di arrivare alle parti più impegnative con un passo troppo sostenuto.

A farvi dimenticare la fatica, oltre sicuramente a queste piccole accortezze, ci penserà per lo più la natura stessa e la bellezza dei paesaggi in cui vi troverete immersi.
Durante il vostro cammino sarete infatti accompagnati dallo scorrere del fiume e dal suo rumore vivace, attraverserete boschi e prati e, se siete fortunati, vedrete anche qualche gregge di pecore o mandria di mucche.
A fare sempre da sfondo: un cielo limpido e le montagne, tra cui spicca l’imponente Monte Rosa.

Dopo circa 1 ora e 30 di cammino arriverete al Rifugio Pastore, dove potrete distendervi nel prato, pranzare, prendere il sole o giocare a carte sui tavoli da più-nic godendo dello splendido panorama che vi circonderà a 360 gradi.
Se siete pigri come me, questo potrebbe già essere il vostro traguardo.
Se invece, come è capitato a me, avete dei compagni di avventura più intraprendenti, potrete proseguire verso la seconda tappa, il rifugio Crespi Calderini.

Se opterete per questa opzione, rivivrete un tratto simile al precedente che vi occuperà circa un’ora: un iniziale falso piano è seguito da un’ultima salita impegnativa.
Anche in questo caso la fatica non deve scoraggiarvi perché la natura, il rumore dell’acqua che scorre e gli animali che incontrerete lungo il cammino vi faranno una piacevole compagnia.
Inoltre, ogni sforzo sarà ripagato dall’arrivo, dove potrete sostare al rifugio o distendervi nel prato e rinfrescarvi i piedi nell’acqua limpida del fiume.

Spero che leggere questo articolo e vedere queste foto vi abbia incuriosito e invogliato a fare questa gita.
Altrimenti, confido che sia comunque stato un piacevole viaggio con gli occhi e con l’immaginazione!

Giulia

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