I tre musei più famosi di Parigi: Louvre, Orsay e Orangerie

Come promesso nello scorso articolo, in cui vi ho proposto un itinerario di esplorazione di Parigi in cinque giorni (lo trovate qui), approfondisco oggi i tre musei più importanti della città, imprescindibili per una visita completa della capitale francese.

Prima di presentarveli nello specifico, vi do però alcuni consigli per goderveli al meglio. Per lo meno per quanto riguarda il Louvre e l’Orsay, che sono musei vastissimi e ricchissimi, è necessario informarsi prima su quali sono le opere più importanti da vedere (o quelle che comunque suscitano il nostro interesse), comprenderne la collocazione e iniziare a imbastire un semplice itinerario di visita, studiando le cartine presenti online. Il rischio, altrimenti (specialmente al Louvre che più che un museo sembra una città), è quello di perdersi fra le opere minori e non riuscire a raggiungere in un tempo ragionevole (che comunque come minimo è di quattro ore) le opere principali della collezione. Un secondo consiglio è quello di prenotare il primo slot orario del mattino (che è alle 9.00 o alle 9.30): dal momento che mezza giornata è assolutamente necessaria per vedere i due principali musei parigini, tanto vale impiegarla immediatamente, evitando code interminabili (basta arrivare una ventina di minuti prima e non si trova molta gente in attesa) e pianificando di uscire per l’ora di pranzo.

Il Louvre

Il Museo del Louvre è uno dei più celebri al mondo, il primo per numero di visitatori. Accedendo dalla famosa piramide di cristallo, che da una scala mobile conduce al piano interrato, ci si trova in un’enorme hall. Da qui, il mio consiglio è quello di dirigersi immediatamente agli armadietti che, entrando al mattino presto, sono ancora tutti liberi, posare giacche e borse, e godersi così la visita senza ingombri. La collezione si trova distribuita su tre piani all’interno di un palazzo che ha una forma a U; ciascuno dei “bracci” della struttura ha un nome: c’è l’ala Richelieu, l’ala Denon e l’ala Sully. Le opere del Louvre sono organizzate secondo criteri storico-geografici: partono dall’antichità (la stele di re Djet è addirittura del 3000 a.C.) e arrivano circa fino alla metà del XIX secolo.

“La collezione del Museo del Louvre comprende oltre 380 000 oggetti e opere d’arte”, si legge online. Con questa premessa, è chiaro che vederli tutti in mezza giornata è impossibile. Per questo, è necessario selezionare le zone da saltare a piè pari. Noi abbiamo evitato tutta l’arte egizia e islamica, nonché l’oggettistica antica e le opere africane e dell’Oceania (con l’eccezione di un passaggio veloce da una delle grosse e accigliate statue dell’Isola di Pasqua e dall’immancabile Codice di Hammurabi).

Per quanto riguarda la scultura, alcune delle opere più belle che si possono vedere al Louvre sono:

  • Le Cariatidi di Goujon, che danno il nome alla famosissima sala del museo
  • La Venere di Milo
  • L’ermafrodito dormiente, con il materasso scolpito da Bernini
  • Amore e Psiche di Canova
  • Lo schiavo morente e lo schiavo ribelle di Michelangelo
  • La Nike di Samotracia, che in tutta la sua gloria è stata collocata in cima a una scalinata, dalla quale è possibile ammirarla in una maniera (così come indicato nei cartelloni esplicativi) che si rifà al progetto originario dello scultore e alla sua collocazione all’interno dell’area di culto dell’isola.

Per quanto riguarda la pittura, mi sono piaciuti moltissimo:

  • San Sebastiano di Andrea Mantegna
  • La Vergine delle Rocce di Leonardo da Vinci
  • Sant’Anna con la Vergine e il Bambino di Leonardo da Vinci
  • La famosissima Gioconda di Leonardo da Vinci, che per essere guardata da vicino necessita di un’attesa in coda (più o meno breve)
  • Leonida alle Termopili di Jacques-Louis David
  • L’incoronazione di Napoleone di Jacques-Louis David
  • Il giuramento degli Orazi di Jacques-Louis David
  • Marat assassinato di Jacques-Louis David
  • La zattera della Medusa di Théodore Géricault
  • La Libertà che guida il popolo di Eugène Delacroix
  • Buona Ventura di Caravaggio
  • La bagnante di Valpinçon di Ingres

Il Musée d’Orsay

Il Musée d’Orsay è famosissimo per la sua collezione di opere impressioniste e post-impressioniste. Si affaccia sulla Senna, dal lato opposto del Louvre, e si trova all’interno di un’imponente struttura che un tempo era una stazione ferroviaria, costruita in stile eclettico alla fine dell’Ottocento. La riqualificazione a museo si deve anche all’opera dell’architetta italiana Gae Aulenti, che progettò gli spazi interni organizzandoli nei percorsi espositivi.

Il museo è disposto su tre piani: il criterio di organizzazione delle opere è sia autorale che cronologico. Le opere più famose dell’impressionismo e del post-impressionismo si trovano all’ultimo piano: se si ha poco tempo conviene vederle per prime, altrimenti è meglio partire dal piano terra (che ospita comunque autori interessanti, come Millet, e opere minori di Monet, Manet e Renoir) provando a seguire il criterio cronologico. Il secondo piano, invece, ha una parte dedicata all’arredamento d’interni in stile art nouveau (molto sorvolabile, se non si è esperti del settore) e numerose opere simboliste.

Alcune delle mie opere preferite al piano terra sono state:

  • Dante e Virgilio di William-Adolphe Bouguereau
  • Le spigolatrici di Millet
  • L’angelus di Millet
  • Donne in giardino di Monet
  • Il pifferaio di Manet
  • Il ritratto di Renoir di Bazille

Al secondo piano ho adorato:

  • Pietro e Giovanni corrono al sepolcro la mattina della Risurrezione di Eugène Burnand
  • Solitude di Harrison
  • Hopital Saint-Paul à Saint-Rémy-de-Provence di Van Gogh
  • La guerre di Henry Rousseau

Al terzo piano, infine, si trovano le opere più famose. Lascia davvero a bocca aperta poter ammirare da vicino moltissimi quadri studiati sui banchi del liceo e dell’università. Fra i miei preferiti ci sono:

  • Il circo di Seurat
  • Les Andelys di Signac
  • Natura morta di Cézanne
  • La montagna Sainte-Victoire di Cézanne
  • Lo stagno delle ninfee, armonia verde di Monet
  • Le varie versioni della cattedrale di Rouen di Monet
  • L’eglise de Knokke di Pisarro
  • La classe de danse di Degas
  • Bal au moulin de la Galette di Renoir
  • Le déjeuner sur l’herbe di Manet
  • I papaveri di Monet
  • Autoritratto con Cristo giallo di Gauguin
  • La camera di Van Gogh (la terza versione, se non erro)
  • Notte stellata sul Rodano di Van Gogh
  • Il letto di Toulouse-Lautrec

Il Musée de L’Orangerie

Per quanto più piccolo dei precedenti, questo museo merita assolutamente una visita perché è la sede del famosissimo ciclo delle ninfee di Monet. Si tratta di otto enormi tele organizzate in due sale di forma ovale, collegate fra loro per costituire una sorta di simbolo dell’infinito, una specie di continuità fra le opere.

Negli ultimi tre decenni della propria vita, Monet si dedicò soprattutto al soggetto delle ninfee, ispirandosi al giardino acquatico della sua villa a Giverny, in Normandia. Il laghetto è ritratto in vari momenti del giorno, e i colori scelti dall’artista catturano la luce presente in quell’istante. Le vaste dimensioni delle tele permettono di fare un gioco di avvicinamento-allontanamento, dalle grosse e apparentemente confuse pennellate di colore alla complessità della natura e della vegetazione colte nella loro essenzialità.

Al piano inferiore, infine, è ospitata la collezione di Pierre Guillaume, mercante d’arte, che comprende numerose opere impressioniste, post-impressioniste e del XX secolo (compresi Picasso, Matisse e Modigliani).

Se proprio dovessi scegliere qual è stato il mio museo preferito, opterei per il Louvre. La vastità della sua struttura e l’ampiezza dell’arco temporale e geografico toccato dalle opere della sua collezione lo rendono senza dubbio un gioiello del patrimonio culturale dell’umanità.

Chiara

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