VAN GOGH. PITTORE COLTO – LA MOSTRA

Fino al 28 gennaio 2024 al museo Mudec di Milano è possibile visitare la mostra “Van Gogh. Pittore colto”, che ci racconta la vita e l’arte del noto pittore olandese, nella sua complessità e varietà.

Le opere, che per la maggior parte provengono dal Museo Kröller-Müller di Otterlo nei Paesi Bassi, ci permettono di conoscere l’autore sotto molteplici punti di vista.
Alcuni quadri, esposti in ordine cronologico, guidano il visitatore a comprendere il processo creativo di Van Gogh, come gli studi per la realizzazione del famoso “I mangiatori di patate” e le varie rappresentazione di donne intente a cucire o a spigolare.

Procedendo nella mostra ci si imbatte in quadri più recenti, realizzati con l’inconfondibile stile di Van Gogh, con colori intensi e spesso complementari e pennellate ricche. Tra questi quello che mi ha colpito di più, capace di comunicare al contempo quiete ed energia, è senza dubbio il famoso “Paesaggio con covoni di grano e luna che sorge”.

La mostra raccoglie altre numerose opere, alcune più famose e altre che permettono di conoscere anche un Van Gogh meno conosciuto, per lo meno per chi non è esperto di storia dell’arte. Affianco alle opere più famose e più riconoscibili, sono infatti esposte anche diverse opere legate al Giappone, paese da cui l’artista era molto affascinato, e alcuni appunti e schizzi legati a varie passioni e interessi di Van Gogh come, ad esempio, i nidi di uccello.

“Van Gogh. Pittore colto” è stata la prima mostra sul pittore che ho visitato.
Ho apprezzato molto il modo in cui è stata costruita, perché guida anche chi ha una conoscenza scolastica dell’arte nella possibilità di comprendere e apprezzare lo sviluppo dello stile artistico dell’autore, cambiato nel tempo di pari passo con le sue esperienze di vita.
Sicuramente la prima parte, che raccoglie per lo più opere più vecchie e studi preparatori, è più difficile da apprezzare, perché i colori bui e i soggetti sobri e severi richiedono un maggiore sforzo di empatia e connessione con l’arte e l’autore.
Al contrario la seconda parte della mostra, più vivace e “riconoscibile” nello stile, coinvolge in modo quasi inevitabile: la vivacità dei colori, la bellezza e l’universalità dei soggetti rappresentati e l’energia delle pennellate ricche comunicano un’intensità e una passione uniche.

L’esperienza è arricchita da un video che ripercorre alcune lettere che Vincent ha scritto al fratello Theo, raccontando del suo amore per i libri.
Insieme alle opere, anche questo filmato aiuta a conoscere meglio un autore che, nella complessità e nella sofferenza della sua esistenza, ha sempre saputo cogliere gli stimoli che il mondo e la vita gli hanno offerto, nella loro bellezza e nella loro crudezza, e metterli in arte.

Giulia

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