Nell’articolo di oggi vi propongo una gita in due tappe in provincia di Pavia, che unisce arte, cultura, un buon pranzo e una passeggiata tra negozi: la Certosa di Pavia e Vigevano.
La Certosa è un santuario e monastero risalente al XIV secolo. La struttura è stata occupata per più di 600 anni dai monaci, prima certosini e poi cistercensi, che – oltre alla gestione della Certosa – avevano un compito spirituale ben specifico e a suo modo spiritoso: pregare per l’anima di Gian Galeazzo Visconti, il primo duca di Milano nonché costruttore del complesso. Il duca, costruendo l’opera, voleva anche assicurarsi secoli di preghiere in sua intercessione.
La chiesa è a croce latina e unisce diversi materiali e stili, dando vita nel complesso a una sovrabbondanza di dettagli e di colori. Come ci ha ribadito il monaco che ci ha fatto da guida, “entrati nella Certosa, non si sa dove fermare lo sguardo”.
Oltre al santuario, è molto suggestiva anche la parte di monastero, con un grande chiostro costellato dalle tante celle dei monaci sul perimetro. “Celle” che ricordano più delle piccole e graziose casette, con due piani, un caminetto, un giardino privato, una ruota per la consegna del cibo.
I certosini erano infatti monaci per lo più dediti allo studio e alla vita solitaria e meditativa. Pertanto pranzavano e stavano insieme solo in occasioni particolari e per lo più trascorrevano il tempo da soli, in meditazione e studio.
Un dettaglio che mi ha colpito è che il cibo consegnato era sempre vegetariano e, durante il tempo della quaresima, anche privo di latticini. I certosini praticavano uno stile alimentare quasi del tutto vegetale secoli prima che diventasse “di tendenza”.





Lasciandosi alle spalle la Certosa, non senza essere passati dal negozio in cui è possibile acquistare le tisane, i liquori e il miele da loro prodotti, il viaggio può continuare verso Vigevano.
La città, che a detta dell’amica in gita con me è stata definita da Leonardo “la città perfetta” (ma non ci sono testimonianze da nessuna parte a riguardo), non può magari vantare la perfezione, ma merita sicuramente la visita, sia per i monumenti e i punti di interesse, sia per la città in sé, che offre la possibilità di passeggiare tra vie, librerie e boutique.
Il punto nevralgico della città è sicuramente Piazza Ducale, disegnata da Leonardo da Vinci nel 1492 per volere di Ludovico il Moro come anticamera del Castello Sforzesco, la residenza che vi si affaccia e che include la cosiddetta Torre del Bramante.
Senza allontanarsi dalla Piazza è possibile visitare anche il Duomo, dedicato a Sant’Ambrogio e costruito nel XVII secolo in stile manierista e – con un po’ di scaltrezza per imboccare il giusto passaggio – percorrere la Strada Coperta, un percorso largo 7 metri realizzato nel Castello nel 1347 da Luchino Visconti, per permettere agli inquilini del castello di entrare e uscire senza essere visti dai cittadini o di fuggire in caso di pericoli.


Oltre all’arte e alla storia, Vigevano offre inoltre molti ristoranti in cui vengono proposti piatti tipici delle provincia, in particolare il risotto Carnaroli con pasta di salame e Bonarda, la zuppa alla pavese, il salame d’oca, la torta di riso, la torta Paradiso.
Spero che questi consigli vi abbiano incuriositi e vi facciano venire voglia di scoprire queste due piccole perle in Lombardia, per trascorrere una giornata diversa scoprendo i territori che magari spesso diamo per scontati.
Giulia
