Un filo blu – un podcast che racconta la tubercolosi

Un filo blu è un podcast di Mario Calabresi disponibile su Spotify che, in poco più di un’ora, racconta la storia del “lento morbo”, la malattia che per secoli ha colpito tutto il mondo causando milioni di morti: la tubercolosi.

Il podcast ripercorre e spiega le principali fasi del decorso della malattia nel tempo, letale e diffusissima nel XIX secolo, poi quasi debellata nei Paesi più sviluppati nella seconda metà del ‘900 ma sempre presente nelle aree più povere, tornata poi a New York con un’epidemia localizzata alla fine degli anni ’80, inserita all’inizio del XXI secolo nelle malattie da debellare dal Global Fund, insieme a malaria e HIV.

Un filo blu non si limita a una narrazione cronologica dei fatti, ma propone uno sguardo trasversale che riflette anche su correlazioni e implicazioni indirette, dal punto di vista medico e sociale. È ad esempio molto interessante scoprire quanto, alla fine del XX secolo, fosse stretto il nesso tra HIV e tubercolosi, essendo quest’ultima spesso l’effettiva causa di morte dei pazienti sieropositivi.
Drammatico è anche scoprire come anche le dinamiche geopolitiche abbiano effetti sul contenimento della malattia: dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, ad esempio, sono aumentate le morti perché le cure sono state ritardate e ostacolate dal conflitto, le cliniche sono state chiuse, le persone sono fuggite allontanandosi dai centri e percorsi terapeutici.

Pur essendo una malattia “dei poveri”, che si diffonde e decorre proprio per le scarse condizioni igieniche, il sovrappopolamento, il difficile accesso alle cure e la malnutrizione, la tubercolosi è stata per anni una malattia cantata e sperata da parte di letterati, poeti, artisti, compositori. Ne soffre Violetta Valéry, protagonista de La Traviata di Verdi; ne muore Teresa Fattorini, ragazza a cui si ispira Leopardi per scrivere A Silvia; per i preraffaelliti il candore che deriva dalla malattia è un segno di bellezza; Lord Byron dichiara che avrebbe voluto morirne.
La tubercolosi assume una valenza nobilitante e struggente, nell’idea che la malattia – sporgendoci verso la morte – dia una visione più profonda sulla vita.

Un filo blu è un podcast che, nella sua brevità, riesce a far immergere l’ascoltatore in uno spaccato profondo e articolato su una malattia che ha cambiato la storia e che tutt’ora continua a farlo. Da Matilde Manzoni “spenta dal lento morbo”, a Emily Brontë, Anton Čechov, Amedeo Modigliani, fino a tante persone comuni che nella semplicità della loro vita sono comunque state colpite dalla malattia, la tubercolosi ha portato con sé milioni di persone, prima perché sconosciuta, poi perché sottovalutata, dimenticata, sovrastata da altre emergenze, come il covid.

Un filo blu assume quindi il compito di ricordare l’esistenza di un morbo letale e diffuso, nella fiducia che ora esistono mezzi efficaci per contrastarlo, a livello capillare. Proprio per questo è fondamentale che le attività della ricerca e del Global Fund possano continuare a progredire e accompagnare sempre più malati verso la guarigione.

Un filo blu fa parte di una serie di podcast a cui appartiene anche Un filo rosso, dedicato all’AIDS. Abbiamo scritto una recensione anche su questo contenuto, puoi leggerla qui: https://apefuribondablog.com/2024/04/27/un-filo-rosso-un-podcast-che-racconta-laids/

Giulia

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