La Duchessa

La Duchessa è un film del 2008 diretto da Saul Dibb, con protagonisti Keira Knightley e Ralph Fiennes.

La pellicola racconta la vita di Georgiana Spencer, duchessa del Devonshire vissuta nel XVIII secolo.

Georgiana, appena diciottenne, viene data in sposa a William Cavendish duca di Devonshire; mentre la ragazza pensa che sia un matrimonio d’amore, lo sposo desidera sancire l’unione al solo scopo di generare un erede maschio.

Mentre gli anni passano e nascono due figlie femmine, la relazione tra i due si raffredda sempre più, con William che continua a frequentare amanti e a essere emotivamente distaccato nei confronti della moglie e Georgiana che cerca conforto nella politica e nel gioco d’azzardo.
La situazione degenera quando il duca sceglie come amante Bess, l’unica amica di Georgiana. Inizia quindi un periodo di tensioni, incomprensioni, tradimenti, violenza fisica e psicologica che allontana ancora di più la coppia, prima di ritrovare una sorta di pace.

La Duchessa è un film raffinato e coinvolgente, che mette luce su una storia biografica altrimenti poco nota. Ancor più della narrazione delle vicende e degli eventi in sé, l’aspetto davvero interessante è l’interiorità dei personaggi: i loro pensieri, emozioni, comportamenti, le dinamiche tra di loro.

Tra queste dinamiche, il legame più coinvolgente non è quello tra marito e moglie, e nemmeno tra amanti, ma tra le donne protagoniste della storia: Georgiana e Bess.
Tra le due si instaura una relazione complessa e stratificata, non giudicabile secondo le categorie del “bianco” e del “nero”. L’amicizia che lega le donne è sincera, trovano l’una nell’altra un sostegno in un mondo misogino che non le rispetta e tutela, sono l’una l’unico conforto dell’altra.
Il rapporto si incrina nel momento del tradimento, quando Georgiana si sente tradita non solo dal marito ma anche da Bess, oltre che derubata della sua unica amica.
Nonostante il raffreddamento del rapporto, le due donne tornano poi a sostenersi e confortarsi, in una relazione in cui è difficile comprendere quanto ciò che di instaura sia affetto sincero tra due donne portate a fare scelte sbagliate per sopravvivere in un mondo non su misura per loro, e quanto invece sia un attaccamento insano verso una persona negativa, ma accolta in quanto unico sostegno disponibile.

In generale, attraverso le relazione che vive con le altre persone, si delinea il carattere e l’emotività di Georgiana, una donna vitale e intensa che viene condannata a una vita di infelicità perché non riesce a soddisfare il suo unico desiderio: essere amata.

La pellicola comunica un profondo senso di malinconia e solitudine, in cui lo spettatore non può che empatizzare con la duchessa, donna condannata a una vita di infelicità nel momento stesso in cui non viene valorizzata e rispettata nella sua complessità e completezza, ma data in moglie solo in quanto strumento per generare un erede.
Trascurata dal marito, non compresa dalla madre che – vittima anch’ella di un sistema patriarcale – la invita a sopportare le ingiustizie e la freddezza del matrimonio, isolata e derubata dei suoi pochi legami sinceri, Georgiana rimane sola nel suo dolore, cercando conforto nell’unica relazione di amore puro che le è concessa: quella con i suoi figli, per cui sceglie di sacrificare tutto il resto.

Giulia

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